Gli appelli presentati dai cittadini scozzese e canadese,...
Gli appelli presentati dai cittadini scozzese e canadese, contro la condanna a morte, in Arabia Saudita, è stato respinto
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Gli appelli presentati dai cittadini scozzese e canadese, contro la condanna a morte, in Arabia Saudita, è stato respinto. Alexander Mitchell, originario di Kirkintilloch e William Sampson, cittadino canadese nato a Glasgow, saranno giustiziati.
I due sono accusati di aver organizzato degli attentati con auto-bombe.
I cittadini inglesi James Lee, James Cottle, Les Walker e Peter Brandon e il belga Raf Schyvens, ha riportato l'avvocato Michael O'Kane, sono stati condannati alla prigione.
Il Ministro della Giustizia saudita non ha rilasciato commenti. O'Kane non è in grado di dire esattamente a quanto ammontino le condanne e neanche le accuse precise per cui sono stati condannati.
Ha detto che gli avvocati difensori sono stati ammessi alla lettura del verdetto solo una volta nell'ufficio del procuratore e che non hanno avuto copia del verdetto.
O'Kane ha aggiunto che i legali della difesa si sono appellati contro i verdetti e che le confessioni, successivamente ritirate, erano state ottenute con la tortura. Nell'appello viene detto anche che alla difesa non erano state notificate le udienze e che non gli è stato garantito l'accesso ad alcun documento o rapporto della polizia.
O'Kane ha detto che le autorità saudite hanno chiesto agli avvocati di non comunicare il verdetto ai loro assistiti.
"Ora quindi il loro morale è alto e stanno ancora sperando di essere liberati," ha aggiunto.
Le condanne a morte in Arabia vengono eseguite in pubblico, tramite decapitazione con una spada, in stretta osservanza della legge islamica.
Le ambasciate britannica e belga a Riyadh si sono rifiutate di commentare i verdetti.
L'ambasciatore canadese, Melvyn MacDonald, ha detto che la decisione non è definitiva e che il caso Sampson verrà discusso in un incontro tra i funzionari canadesi e il Ministro degli Interni saudita, Prince Nayef.
Gli uomini erano stati arrestati in seguito alla morte dell'inglese Christopher Rodway, 48 anni, impiegato in un ospedale saudita, avvenuta il 17 novembre 2000 durante un esplosione a Riyadh, la capitale saudita, nella quale è rimasta ferita anche la moglie.
Il 22 novembre un'altra auto-bomba ha ferito due uomini e una donna, tutti britannici.
Sampson e Mitchell hanno confessato gli attacchi alla televisione, senza dare alcuna motivazione.
I due sono accusati di aver organizzato degli attentati con auto-bombe.
I cittadini inglesi James Lee, James Cottle, Les Walker e Peter Brandon e il belga Raf Schyvens, ha riportato l'avvocato Michael O'Kane, sono stati condannati alla prigione.
Il Ministro della Giustizia saudita non ha rilasciato commenti. O'Kane non è in grado di dire esattamente a quanto ammontino le condanne e neanche le accuse precise per cui sono stati condannati.
Ha detto che gli avvocati difensori sono stati ammessi alla lettura del verdetto solo una volta nell'ufficio del procuratore e che non hanno avuto copia del verdetto.
O'Kane ha aggiunto che i legali della difesa si sono appellati contro i verdetti e che le confessioni, successivamente ritirate, erano state ottenute con la tortura. Nell'appello viene detto anche che alla difesa non erano state notificate le udienze e che non gli è stato garantito l'accesso ad alcun documento o rapporto della polizia.
O'Kane ha detto che le autorità saudite hanno chiesto agli avvocati di non comunicare il verdetto ai loro assistiti.
"Ora quindi il loro morale è alto e stanno ancora sperando di essere liberati," ha aggiunto.
Le condanne a morte in Arabia vengono eseguite in pubblico, tramite decapitazione con una spada, in stretta osservanza della legge islamica.
Le ambasciate britannica e belga a Riyadh si sono rifiutate di commentare i verdetti.
L'ambasciatore canadese, Melvyn MacDonald, ha detto che la decisione non è definitiva e che il caso Sampson verrà discusso in un incontro tra i funzionari canadesi e il Ministro degli Interni saudita, Prince Nayef.
Gli uomini erano stati arrestati in seguito alla morte dell'inglese Christopher Rodway, 48 anni, impiegato in un ospedale saudita, avvenuta il 17 novembre 2000 durante un esplosione a Riyadh, la capitale saudita, nella quale è rimasta ferita anche la moglie.
Il 22 novembre un'altra auto-bomba ha ferito due uomini e una donna, tutti britannici.
Sampson e Mitchell hanno confessato gli attacchi alla televisione, senza dare alcuna motivazione.
— FONTI
- (Fonti: Evening Times, 29/07/2002)
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