GIORDANIA: CONDANNATO A MORTE PER DUPLICE OMICIDIO E STUPRO
un uomo è stato condannato a morte in Giordania per duplice omicidio e stupro.
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un uomo è stato condannato a morte in Giordania per duplice omicidio e stupro.
I giudici Atef Jaradat, Qassem Dughmi e Nahar Ghazo, del Tribunale penale di Amman, hanno emesso la condanna capitale nei confronti di un 26enne non identificato, riconoscendolo colpevole dell’omicidio di un 60enne e dell’omicidio e stupro della figlia 13enne di quest’ultimo, commessi a Ajloun il 27 maggio 2008.
“L’imputato si è proclamato innocente, dopo aver ascoltato il verdetto di colpevolezza”, ha detto una fonte giudiziaria al giornale The Jordan Times.
L’uomo era stato arrestato dalla polizia poco dopo il ritrovamento dei corpi delle due vittime, avvenuto a tre giorni di distanza dall’aggressione.
In base agli atti processuali, le autorità avrebbero identificato l’omicida a partire dai tabulati dei cellulari delle vittime.
Inoltre, il DNA trovato sul corpo della ragazzina corrisponderebbe a quello dell’imputato.
Il pubblico ministero Jihad Dureidi aveva chiesto ai giudici di irrogare la pena massima, tenuto conto dell’”orrendo crimine commesso”.
Entro 30 giorni la sentenza sarà esaminata dalla Corte di Cassazione.
I giudici Atef Jaradat, Qassem Dughmi e Nahar Ghazo, del Tribunale penale di Amman, hanno emesso la condanna capitale nei confronti di un 26enne non identificato, riconoscendolo colpevole dell’omicidio di un 60enne e dell’omicidio e stupro della figlia 13enne di quest’ultimo, commessi a Ajloun il 27 maggio 2008.
“L’imputato si è proclamato innocente, dopo aver ascoltato il verdetto di colpevolezza”, ha detto una fonte giudiziaria al giornale The Jordan Times.
L’uomo era stato arrestato dalla polizia poco dopo il ritrovamento dei corpi delle due vittime, avvenuto a tre giorni di distanza dall’aggressione.
In base agli atti processuali, le autorità avrebbero identificato l’omicida a partire dai tabulati dei cellulari delle vittime.
Inoltre, il DNA trovato sul corpo della ragazzina corrisponderebbe a quello dell’imputato.
Il pubblico ministero Jihad Dureidi aveva chiesto ai giudici di irrogare la pena massima, tenuto conto dell’”orrendo crimine commesso”.
Entro 30 giorni la sentenza sarà esaminata dalla Corte di Cassazione.
— FONTI
- (Fonti: Plus News Pakistan, 25/11/2009)
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