GIAPPONE: CONTINUANO LE ESECUZIONI DI MALATI MENTALI
le autorità giapponesi continuano a giustiziare prigionieri con malattie mentali, denuncia un nuovo rapporto di Amnesty International.
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le autorità giapponesi continuano a giustiziare prigionieri con malattie mentali, denuncia un nuovo rapporto di Amnesty International.
Il documento riporta i casi di cinque prigionieri con malattie mentali detenuti nel braccio della morte giapponese, compresi due casi che presentano ampie documentazioni mediche.
Al 3 settembre 2009, sono 102 le persone rinchiuse nel braccio della morte, in attesa di un’esecuzione che avviene con un preavviso di pochissime ore, tuttavia resta sconosciuto il numero esatto di prigionieri affetti da malattie mentali.
Ricordando che il Giappone si è impegnato in sede internazionale a proteggere detenuti con gravi malattie mentali dalla pena capitale, Amnesty chiede di migliorare le condizioni di detenzione, per evitare che i prigionieri del braccio della morte sviluppino seri disturbi mentali. “Lasciare a lungo un prigioniero con la minaccia di morte imminente è crudele, disumano e degradante”, ha dichiarato James Welsh, principale autore del rapporto, che evidenzia come i prigionieri nel braccio della morte nipponico, rinchiusi in isolamento e con scarsi contatti umani, rischino di sviluppare malattie mentali nel corso della detenzione.
A meno di recarsi alla toilet, i prigionieri non possono muoversi all’interno della cella e devono restare seduti, inoltre risultano fortemente limitati gli accessi all’aria aperta e alla luce naturale.
Il rapporto chiede al governo di Tokyo di stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena capitale, sollecitando anche la revisione di tutti i casi in cui la malattia mentale potrebbe costituire un fattore rilevante, per fare in modo che nessun prigioniero con problemi mentali venga giustiziato.
Il documento riporta i casi di cinque prigionieri con malattie mentali detenuti nel braccio della morte giapponese, compresi due casi che presentano ampie documentazioni mediche.
Al 3 settembre 2009, sono 102 le persone rinchiuse nel braccio della morte, in attesa di un’esecuzione che avviene con un preavviso di pochissime ore, tuttavia resta sconosciuto il numero esatto di prigionieri affetti da malattie mentali.
Ricordando che il Giappone si è impegnato in sede internazionale a proteggere detenuti con gravi malattie mentali dalla pena capitale, Amnesty chiede di migliorare le condizioni di detenzione, per evitare che i prigionieri del braccio della morte sviluppino seri disturbi mentali. “Lasciare a lungo un prigioniero con la minaccia di morte imminente è crudele, disumano e degradante”, ha dichiarato James Welsh, principale autore del rapporto, che evidenzia come i prigionieri nel braccio della morte nipponico, rinchiusi in isolamento e con scarsi contatti umani, rischino di sviluppare malattie mentali nel corso della detenzione.
A meno di recarsi alla toilet, i prigionieri non possono muoversi all’interno della cella e devono restare seduti, inoltre risultano fortemente limitati gli accessi all’aria aperta e alla luce naturale.
Il rapporto chiede al governo di Tokyo di stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena capitale, sollecitando anche la revisione di tutti i casi in cui la malattia mentale potrebbe costituire un fattore rilevante, per fare in modo che nessun prigioniero con problemi mentali venga giustiziato.
— FONTI
- (Fonti: AI, 10/09/09)
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