GIAPPONE: CONDANNA A MORTE CONFERMATA DALLA CORTE SUPREMA
la Corte Suprema del Giappone ha respinto un appello contro la condanna a morte di Gota Tsutsui, 31 anni, riconosciuto colpevoli degli omicidi di due parenti della sua ex fidanzata, commessi nel 2011.
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la Corte Suprema del Giappone ha respinto un appello contro la condanna a morte di Gota Tsutsui, 31 anni, riconosciuto colpevoli degli omicidi di due parenti della sua ex fidanzata, commessi nel 2011.
La difesa di Tsutsui, originario della città di Kuwana nella Prefettura di Mie, ha sostenuto la sua innocenza durante tutti i processi. Tuttavia la Corte Suprema ha confermato le sentenze emesse dai tribunali di grado inferiore, affermando che sono state emesse sulla base di prove oggettive.
"Non c'è spazio per la clemenza, data la sua ossessione di riconquistare l'ex fidanzata e di sbarazzarsi dei membri della famiglia lei che considerava come un ostacolo, anche uccidendoli", ha detto il giudice Masayuki Ikegami, presidente della Prima sezione della Corte. "E’ grave che abbia preso la vita di due persone che non avevano fatto nulla di male."
Secondo la sentenza della Corte Suprema, Tsutsui aggredì l'ex fidanzata nella Prefettura di Chiba nel 2011. Poi fece irruzione nella casa della sua famiglia nella Prefettura di Nagasaki e pugnalò a morte la madre, Mitsuko Yamashita, 56 anni, e la nonna Hisae, 77.
Quanto accaduto ha rivelato inadeguate risposte della polizia, tra cui la mancanza di cooperazione tra i dipartimenti di polizia delle prefetture di Chiba, Mie e Nagasaki, avendo la donna denunciato il caso di stalking.
"Non c'è spazio per la clemenza, data la sua ossessione di riconquistare l'ex fidanzata e di sbarazzarsi dei membri della famiglia lei che considerava come un ostacolo, anche uccidendoli", ha detto il giudice Masayuki Ikegami, presidente della Prima sezione della Corte. "E’ grave che abbia preso la vita di due persone che non avevano fatto nulla di male."
Secondo la sentenza della Corte Suprema, Tsutsui aggredì l'ex fidanzata nella Prefettura di Chiba nel 2011. Poi fece irruzione nella casa della sua famiglia nella Prefettura di Nagasaki e pugnalò a morte la madre, Mitsuko Yamashita, 56 anni, e la nonna Hisae, 77.
Quanto accaduto ha rivelato inadeguate risposte della polizia, tra cui la mancanza di cooperazione tra i dipartimenti di polizia delle prefetture di Chiba, Mie e Nagasaki, avendo la donna denunciato il caso di stalking.
— FONTI
- (Fonti: japantimes.co.jp, 21/07/2016)
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