GHANA. CONDANNATA A MORTE PER OMICIDIO DEL MARITO
una donna è stata condannata a morte in Ghana dopo essere stata riconosciuta
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una donna è stata condannata a morte in Ghana dopo essere stata riconosciuta colpevole dell’omicidio del marito.
Secondo l’Alta Corte di Cape Coast, Adjoa Badu, di circa 50 anni, avrebbe avvelenato suo marito, Kwame Saah, e la prima moglie di quest’ultimo, Ama Sekyiwaa.
L’uomo morì appena giunto in ospedale, mentre la donna riuscì a salvarsi.
La Corte, presieduta dal giudice Erasmus Gyinae, ha confermato il verdetto unanime della giuria, chiedendo alla condannata di scegliere il metodo di esecuzione: impiccagione, iniezione letale o tortura. La donna si è rifiutata di scegliere.
Adjoa avrebbe preparato una zuppa avvelenata dopo una lite con il marito, dovuta al fatto che la coppia non era riuscita ad avere figli e che l’uomo non aveva ancora divorziato dalla prima moglie.
Arrestata in seguito dalla polizia, Adjoa avrebbe confessato il crimine, tuttavia gli avvocati difensori hanno dichiarato che presenteranno appello, dal momento che il risultato dell’autopsia non indicherebbe presenza di veleno nello stomaco della vittima.
Secondo l’Alta Corte di Cape Coast, Adjoa Badu, di circa 50 anni, avrebbe avvelenato suo marito, Kwame Saah, e la prima moglie di quest’ultimo, Ama Sekyiwaa.
L’uomo morì appena giunto in ospedale, mentre la donna riuscì a salvarsi.
La Corte, presieduta dal giudice Erasmus Gyinae, ha confermato il verdetto unanime della giuria, chiedendo alla condannata di scegliere il metodo di esecuzione: impiccagione, iniezione letale o tortura. La donna si è rifiutata di scegliere.
Adjoa avrebbe preparato una zuppa avvelenata dopo una lite con il marito, dovuta al fatto che la coppia non era riuscita ad avere figli e che l’uomo non aveva ancora divorziato dalla prima moglie.
Arrestata in seguito dalla polizia, Adjoa avrebbe confessato il crimine, tuttavia gli avvocati difensori hanno dichiarato che presenteranno appello, dal momento che il risultato dell’autopsia non indicherebbe presenza di veleno nello stomaco della vittima.
— FONTI
- (Fonti: Ghanaian Chronicle, 15/04/2008)
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