GAMBIA: PRESIDENTE CONCEDE LA GRAZIA MA NON AGLI AUTORI DEL FALLITO GOLPE
il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha graziato diversi condannati a morte nel 21° anniversario del suo arrivo al potere, escludendo però dal provvedimento gli autori del fallito colpo di stato del dicembre scorso.
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il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha graziato diversi condannati a morte nel 21° anniversario del suo arrivo al potere, escludendo però dal provvedimento gli autori del fallito colpo di stato del dicembre scorso.
Alcuni giorni dopo aver avvertito che i prigionieri nel braccio della morte dovevano aspettarsi l’applicazione della loro condanna, Jammeh ha annunciato che "tutti i condannati per tradimento dal 1994 al 2013 che sono nel braccio della morte o stanno scontando l’ergastolo sono stati graziati."
Tra i beneficiari dell’amnistia ci sono un ex capo di stato maggiore dell’esercito condannato per alto tradimento nel 2010 e quattro capitani dell'esercito condannati per aver cercato di rovesciare il presidente nel 2006.
Jammeh non ha fatto menzione tuttavia dei condannati per lo sventato attacco di dicembre al palazzo presidenziale, mentre lui era in viaggio a Dubai.
Nel mese di marzo, tre soldati sono stati condannati a morte e altri tre all’ergastolo da un tribunale militare per il fallito colpo di stato, secondo fonti militari e di Amnesty International. I sei sono stati ignorati nel suo discorso dal Presidente, che ha invece annunciato la grazia per i responsabili di omicidio che hanno trascorso almeno dieci anni dietro le sbarre, con l'eccezione degli autori di omicidi particolarmente efferati o di gravi crimini sui bambini.
Jammeh la scorsa settimana ha dato notizia di una imminente fine dei tre anni di moratoria non ufficiale sulle esecuzioni capitali, presentando la decisione come risposta ad un tasso di omicidi in aumento.
Il mese scorso, il governo ha annunciato di voler indire un referendum sull’ampliamento dell'elenco dei reati punibili con la morte per qualsiasi reato ritenuto sufficientemente grave dal Parlamento.
Una data per il referendum deve ancora essere stabilita.
Alcuni giorni dopo aver avvertito che i prigionieri nel braccio della morte dovevano aspettarsi l’applicazione della loro condanna, Jammeh ha annunciato che "tutti i condannati per tradimento dal 1994 al 2013 che sono nel braccio della morte o stanno scontando l’ergastolo sono stati graziati."
Tra i beneficiari dell’amnistia ci sono un ex capo di stato maggiore dell’esercito condannato per alto tradimento nel 2010 e quattro capitani dell'esercito condannati per aver cercato di rovesciare il presidente nel 2006.
Jammeh non ha fatto menzione tuttavia dei condannati per lo sventato attacco di dicembre al palazzo presidenziale, mentre lui era in viaggio a Dubai.
Nel mese di marzo, tre soldati sono stati condannati a morte e altri tre all’ergastolo da un tribunale militare per il fallito colpo di stato, secondo fonti militari e di Amnesty International. I sei sono stati ignorati nel suo discorso dal Presidente, che ha invece annunciato la grazia per i responsabili di omicidio che hanno trascorso almeno dieci anni dietro le sbarre, con l'eccezione degli autori di omicidi particolarmente efferati o di gravi crimini sui bambini.
Jammeh la scorsa settimana ha dato notizia di una imminente fine dei tre anni di moratoria non ufficiale sulle esecuzioni capitali, presentando la decisione come risposta ad un tasso di omicidi in aumento.
Il mese scorso, il governo ha annunciato di voler indire un referendum sull’ampliamento dell'elenco dei reati punibili con la morte per qualsiasi reato ritenuto sufficientemente grave dal Parlamento.
Una data per il referendum deve ancora essere stabilita.
— FONTI
- (Fonti: AFP, 22/07/2015)
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