GAMBIA: APPELLI INTERNAZIONALI PER FERMARE LE ESECUZIONI
sono numerosi gli appelli lanciati in questi ultimi giorni a livello internazionale affinché il Gambia fermi
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sono numerosi gli appelli lanciati in questi ultimi giorni a livello internazionale affinché il Gambia fermi le esecuzioni capitali.
Il 30 agosto l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani Navi Pillay ha chiesto alle autorità del Gambia di introdurre una immediata moratoria sull’applicazione della pena di morte.
“Chiedo al Gambia di fermare subito questa regressione nella protezione dei diritti umani e di introdurre subito una moratoria ufficiale sull’uso della pena capitale, con effetto immediato”, ha dichiarato Pillay.
“L’intenzione del presidente Yahya Jammeh di effettuare tutte le restanti esecuzioni entro la metà di settembre è estremamente preoccupante e solleva seri dubbi sulle reali motivazioni che stanno dietro a questa improvvisa accelerazione”, ha aggiunto Pillay.
Il 26 Agosto l’Unione Europea ha chiesto al Gambia di fermare le esecuzioni capitali, annunciando una rapida risposta alle nove esecuzioni recentemente effettuate.
“Condanno fortemente le esecuzioni praticate il 23 agosto, dopo che il presidente Jammeh ha annunciato l’intenzione di eseguire tutte le condanne a morte entro la metà di settembre”, ha dichiarato Catherine Ashton, responsabile della Ue per gli affari esteri.
“Chiedo l’immediato stop delle esecuzioni”, ha detto Ashton, aggiungendo che “Alla luce delle recenti esecuzioni, la Ue prenderà subito in esame una risposta adeguata”.
L’Unione Africana ha chiesto il 24 agosto al presidente del Gambia Yahya Jammeh di rinunciare al proposito di giustiziare entro la metà del prossimo mese tutti i prigionieri del braccio della morte.
Il presidente del Benin Thomas Boni Yayi, attuale presidente dell’Unione Africana, ha inviato a questo proposito in Gambia il proprio Ministro degli Esteri.
“Dopo aver appreso dell’intenzione di giustiziare i condannati a morte, il presidente Yayi, che è molto preoccupato, spera che il presidente Yahya Jammeh non attui questa decisione”, ha dichiarato Nassirou Bako Arifari, ministro degli Esteri del Benin.
Il 30 agosto l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani Navi Pillay ha chiesto alle autorità del Gambia di introdurre una immediata moratoria sull’applicazione della pena di morte.
“Chiedo al Gambia di fermare subito questa regressione nella protezione dei diritti umani e di introdurre subito una moratoria ufficiale sull’uso della pena capitale, con effetto immediato”, ha dichiarato Pillay.
“L’intenzione del presidente Yahya Jammeh di effettuare tutte le restanti esecuzioni entro la metà di settembre è estremamente preoccupante e solleva seri dubbi sulle reali motivazioni che stanno dietro a questa improvvisa accelerazione”, ha aggiunto Pillay.
Il 26 Agosto l’Unione Europea ha chiesto al Gambia di fermare le esecuzioni capitali, annunciando una rapida risposta alle nove esecuzioni recentemente effettuate.
“Condanno fortemente le esecuzioni praticate il 23 agosto, dopo che il presidente Jammeh ha annunciato l’intenzione di eseguire tutte le condanne a morte entro la metà di settembre”, ha dichiarato Catherine Ashton, responsabile della Ue per gli affari esteri.
“Chiedo l’immediato stop delle esecuzioni”, ha detto Ashton, aggiungendo che “Alla luce delle recenti esecuzioni, la Ue prenderà subito in esame una risposta adeguata”.
L’Unione Africana ha chiesto il 24 agosto al presidente del Gambia Yahya Jammeh di rinunciare al proposito di giustiziare entro la metà del prossimo mese tutti i prigionieri del braccio della morte.
Il presidente del Benin Thomas Boni Yayi, attuale presidente dell’Unione Africana, ha inviato a questo proposito in Gambia il proprio Ministro degli Esteri.
“Dopo aver appreso dell’intenzione di giustiziare i condannati a morte, il presidente Yayi, che è molto preoccupato, spera che il presidente Yahya Jammeh non attui questa decisione”, ha dichiarato Nassirou Bako Arifari, ministro degli Esteri del Benin.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 26/08/2012; UN News Centre, 30/08/2012)
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