FILIPPINE. OTTO CONDANNE A MORTE, IN ATTESA DELLA ARROYO
un tribunale filippino ha condannato a morte otto uomini per il sequestro a scopo di riscatto di un bambino sino-filippino e della sua babysitter.
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un tribunale filippino ha condannato a morte otto uomini per il sequestro a scopo di riscatto di un bambino sino-filippino e della sua babysitter.
I condannati sono stati identificati come: Tranquilino Martinez, Venancio Untalan, Christopher Baylon, Thea Po, Arcadio Marbit, Eduardo Delgado, Renato Corpuz e Nestor.
Untalan è stato anche riconosciuto colpevole di aver stuprato la donna.
Il giudice del tribunale regionale di Manila, Manuel Barrios, ha detto di aver emesso le otto condanne capitali dal momento che il disegno di legge abolizionista recentemente approvato dal Parlamento non è ancora stato convertito in legge dalla presidente Gloria Macapagal-Arroyo.
Barrios ha aggiunto che la sentenza “potrà essere modificata in accordo con la nuova legge, quando quest’ultima entrerà in vigore”.
Il 15 marzo 1999, la banda si sarebbe introdotta in un tempio cinese, sequestrando il figlio 12enne del custode e la domestica della famiglia.
I soldi chiesti per la liberazione erano 10 milioni di peso, poi scesi a 150.000.
Il primo membro della banda era stato arrestato dalla polizia mentre prendeva i soldi del riscatto, il resto dei sequestratori cinque giorni dopo. Le due vittime sono state liberate.
I condannati sono stati identificati come: Tranquilino Martinez, Venancio Untalan, Christopher Baylon, Thea Po, Arcadio Marbit, Eduardo Delgado, Renato Corpuz e Nestor.
Untalan è stato anche riconosciuto colpevole di aver stuprato la donna.
Il giudice del tribunale regionale di Manila, Manuel Barrios, ha detto di aver emesso le otto condanne capitali dal momento che il disegno di legge abolizionista recentemente approvato dal Parlamento non è ancora stato convertito in legge dalla presidente Gloria Macapagal-Arroyo.
Barrios ha aggiunto che la sentenza “potrà essere modificata in accordo con la nuova legge, quando quest’ultima entrerà in vigore”.
Il 15 marzo 1999, la banda si sarebbe introdotta in un tempio cinese, sequestrando il figlio 12enne del custode e la domestica della famiglia.
I soldi chiesti per la liberazione erano 10 milioni di peso, poi scesi a 150.000.
Il primo membro della banda era stato arrestato dalla polizia mentre prendeva i soldi del riscatto, il resto dei sequestratori cinque giorni dopo. Le due vittime sono state liberate.
— FONTI
- (Fonti: The Manila Bulletin Online e AP, 22/06/2006)
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