"Eventi recenti avvenuti in diversi paesi (specialmente nei paesi in via di sviluppo)...
"Eventi recenti avvenuti in diversi paesi (specialmente nei paesi in via di sviluppo) hanno portato molti alla conclusione che l’omicidio non cesserà mai di essere uno strumento politico fino a quando l’esecuzione anche di sicuri assassini sarà visto
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"Eventi recenti avvenuti in diversi paesi (specialmente nei paesi in via di sviluppo) hanno portato molti alla conclusione che l’omicidio non cesserà mai di essere uno strumento politico fino a quando l’esecuzione anche di sicuri assassini sarà visto come immorale e sbagliato. Nel mondo oggi sono sempre meno gli uomini condannati a morte per omicidio e sempre più quelli giustiziati per motivi politici.
“Fin quando la morte resta un strumento del governo, le persone al potere ne giustificheranno l’uso. Inoltre, (e questo è un punto particolarmente pertinente) il cappio del boia mette fine alla ricerca della verità se il giudice sbaglia? La questione affligge le nostre coscienze. I giudizi della corte possono sempre essere rivisti; l’esecuzione di condanne a morte, no.
“Mi richiamo a ciò che Mardermott, eminente Segretario Generali della Commissione Internazionale di Giuristi, ha detto all’allora Presidente dell’India in relazione alla grazia per Kehar Singh (uno degli assassini della sig.ra Gandhi) “nel mio paese natale (Irlanda) si usa dire che non cresce mai erba sotto alla forca”. Ma il Presidente Venkatraman aveva già preso la sua decisione e Kehar Singh fu impiccato.
“Come può un profondo sentimento di avversione alla pena di morte essere sostenuto, (dicono gli anti-abolizionisti), sapendo che criminali incalliti condannati all’ergastolo, vengono liberati sulla parola dopo pochi anni dall’incarcerazione?” Così riporta, parzialmente estratto, l’editoriale di Fali S. Nariman.
“Fin quando la morte resta un strumento del governo, le persone al potere ne giustificheranno l’uso. Inoltre, (e questo è un punto particolarmente pertinente) il cappio del boia mette fine alla ricerca della verità se il giudice sbaglia? La questione affligge le nostre coscienze. I giudizi della corte possono sempre essere rivisti; l’esecuzione di condanne a morte, no.
“Mi richiamo a ciò che Mardermott, eminente Segretario Generali della Commissione Internazionale di Giuristi, ha detto all’allora Presidente dell’India in relazione alla grazia per Kehar Singh (uno degli assassini della sig.ra Gandhi) “nel mio paese natale (Irlanda) si usa dire che non cresce mai erba sotto alla forca”. Ma il Presidente Venkatraman aveva già preso la sua decisione e Kehar Singh fu impiccato.
“Come può un profondo sentimento di avversione alla pena di morte essere sostenuto, (dicono gli anti-abolizionisti), sapendo che criminali incalliti condannati all’ergastolo, vengono liberati sulla parola dopo pochi anni dall’incarcerazione?” Così riporta, parzialmente estratto, l’editoriale di Fali S. Nariman.
— FONTI
- (Fonti: Newindpress, 18/10/2005)
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