EMIRATI: DUE AFGHANI CONDANNATI A MORTE PER OMICIDIO
la Corte di Cassazione di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, ha confermato le condanne a morte
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la Corte di Cassazione di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, ha confermato le condanne a morte di due cittadini afghani riconosciuti colpevoli dell’omicidio premeditato di una prostituta, uccisa nel febbraio 2010 con 23 coltellate.
I due condannati sono stati identificati come Ismail Haji Taher, 30 anni, e Mohammad Ahmad Nadhar Allah, 40 anni.
I procuratori hanno detto che Taher e Mohammad hanno comprato due coltelli del valore di 26 dirham, con i quali hanno ucciso la donna uzbeka, una volta compiuto l’omicidio hanno derubato la vittima di 600 dirham, di un telefono cellulare e un lettore dvd.
Il caso fu portato per la prima volta dinanzi al tribunale di primo grado di Dubai nel giugno 2010. Gli imputati furono condannati a morte.
Nell’aprile 2011, la corte d’appello confermò la condanna a morte di Taher e Mohammad. Nell’agosto 2011, la Corte di Cassazione annullò la pena capitale e ordinò al giudice della corte d’appello di celebrare un nuovo processo. Il giudice della corte d'appello, ancora una volta, condannò a morte gli imputati nel dicembre 2011.
Il Presidente della Corte di Cassazione, Nabil Riyadh Mohammad, ha confermato la pena capitale per Taher e Mohammad, che si prevede sarà eseguita tramite fucilazione non appena la sentenza di morte sarà approvata dal Sovrano.
Nel corso dei processi gli imputati si sono dichiarati innocenti, affermando che non avevano intenzione di uccidere la vittima. Hanno confessato che la loro intenzione era quella di derubarla.
Mohammad si è difeso in tribunale dicendo: ”volevo solo rubare le sue cose, abbiamo lottato e involontariamente l’ho uccisa. Non ho premeditato l’omicidio.”
Anche Taher ha negato l’accusa di omicidio premeditato.
La polizia degli Emirati ha affermato che gli imputati hanno rinchiuso la vittima, dopo averla uccisa, nel bagno del suo appartamento e di essere successivamente scappati. Gli imputati si dichiarano innocenti anche dinanzi a queste accuse.
Il capitano della polizia ha affermato di aver arrestato gli afghani a Sharjah dopo averli identificati dalle telecamere di sorveglianza del negozio dove hanno comprato i coltelli.
I procuratori hanno detto che Taher e Mohammad hanno comprato due coltelli del valore di 26 dirham, con i quali hanno ucciso la donna uzbeka, una volta compiuto l’omicidio hanno derubato la vittima di 600 dirham, di un telefono cellulare e un lettore dvd.
Il caso fu portato per la prima volta dinanzi al tribunale di primo grado di Dubai nel giugno 2010. Gli imputati furono condannati a morte.
Nell’aprile 2011, la corte d’appello confermò la condanna a morte di Taher e Mohammad. Nell’agosto 2011, la Corte di Cassazione annullò la pena capitale e ordinò al giudice della corte d’appello di celebrare un nuovo processo. Il giudice della corte d'appello, ancora una volta, condannò a morte gli imputati nel dicembre 2011.
Il Presidente della Corte di Cassazione, Nabil Riyadh Mohammad, ha confermato la pena capitale per Taher e Mohammad, che si prevede sarà eseguita tramite fucilazione non appena la sentenza di morte sarà approvata dal Sovrano.
Nel corso dei processi gli imputati si sono dichiarati innocenti, affermando che non avevano intenzione di uccidere la vittima. Hanno confessato che la loro intenzione era quella di derubarla.
Mohammad si è difeso in tribunale dicendo: ”volevo solo rubare le sue cose, abbiamo lottato e involontariamente l’ho uccisa. Non ho premeditato l’omicidio.”
Anche Taher ha negato l’accusa di omicidio premeditato.
La polizia degli Emirati ha affermato che gli imputati hanno rinchiuso la vittima, dopo averla uccisa, nel bagno del suo appartamento e di essere successivamente scappati. Gli imputati si dichiarano innocenti anche dinanzi a queste accuse.
Il capitano della polizia ha affermato di aver arrestato gli afghani a Sharjah dopo averli identificati dalle telecamere di sorveglianza del negozio dove hanno comprato i coltelli.
— FONTI
- (Fonti: Gulfnews, 30/01/2102)
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