EMIRATI ARABI UNITI. PERDONATO DAI PARENTI DELLA VITTIMA EVITA L’ESECUZIONE
un cittadino pakistano rinchiuso nel braccio della morte degli Emirati Arabi Uniti per omicidio è stato perdonato dai familiari della sua vittima, che lo hanno così salvato dall’esecuzione.
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un cittadino pakistano rinchiuso nel braccio della morte degli Emirati Arabi Uniti per omicidio è stato perdonato dai familiari della sua vittima, che lo hanno così salvato dall’esecuzione.
Akhtar Hussein, 70 anni, è stato condannato a morte da un tribunale di Al Ain nel 1980 per l’omicidio di un ragazzo indiano, Murat Pothiyilthodi.
I parenti della vittima hanno già firmato la concessione del perdono ed i documenti saranno presto depositati presso la corte della sharia negli EAU.
I tre fratelli e le sei sorelle di Murat hanno tutti firmato i documenti relativi al perdono. Anche i figli di un quarto fratello deceduto alcuni anni fa hanno dato il loro consenso.
“Pensavamo che l’omicida fosse già andato incontro al suo destino”, ha detto un fratello della vittima, P C Khalid. “Solo di recente abbiamo appreso che si trova ancora in prigione. Soffre da molto tempo e noi non otterremmo niente dalla sua esecuzione”.
All’epoca dell’omicidio, Murat lavorava in un ristorante. Con un collega, avrebbe tentato di impedire un furto che il pakistano ed un suo complice volevano compiere nel locale.
Mentre Hussein si allontanava con la refurtiva, Murat con l’aiuto del collega sarebbe riuscito ad immobilizzare il complice, legandogli le mani. Tornato indietro per aiutare l’amico, Hussein avrebbe pugnalato mortalmente alla schiena Murat.
“Pensavamo che l’omicida fosse già andato incontro al suo destino”, ha detto un fratello della vittima, P C Khalid. “Solo di recente abbiamo appreso che si trova ancora in prigione. Soffre da molto tempo e noi non otterremmo niente dalla sua esecuzione”.
All’epoca dell’omicidio, Murat lavorava in un ristorante. Con un collega, avrebbe tentato di impedire un furto che il pakistano ed un suo complice volevano compiere nel locale.
Mentre Hussein si allontanava con la refurtiva, Murat con l’aiuto del collega sarebbe riuscito ad immobilizzare il complice, legandogli le mani. Tornato indietro per aiutare l’amico, Hussein avrebbe pugnalato mortalmente alla schiena Murat.
— FONTI
- (Fonti: 11/02/06, Dnaindia.com)
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