EGITTO: IL MUFTI CHIEDE LA REVISIONE DELLA CONDANNA A MORTE DI BADIE
il Mufti d’Egitto Shaki Allam ha chiesto la revisione della condanna a morte di Mohamed Badie, leader dei
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il Mufti d’Egitto Shaki Allam ha chiesto la revisione della condanna a morte di Mohamed Badie, leader dei Fratelli Musulmani, e di altre 13 persone, emesse da un tribunale lo scorso 9 giugno in relazione alle violenze nella moschea di Al-Estikama.
Secondo la legge egiziana, il verdetto deve essere inviato al Mufti dello Stato per la ratifica e la consulenza.
Fonti giudiziarie hanno comunicato che la sentenza finale relativa al caso in questione è stata rinviata al 30 agosto per consentire al Mufti di valutare il verdetto.
Il pubblico ministero ha accusato gli imputati di omicidio, cospirazione per commettere omicidio, atti di terrorismo e atti vandalici contro beni pubblici e privati.
Il parere del Mufti per quanto riguarda una condanna a morte è consultivo, sebbene debba essere chiesto prima di eseguire la punizione.
Il Mufti ha scritto nel suo rapporto che "il tribunale si è basato esclusivamente sulle indagini, il che da solo non è sufficiente per condannare gli imputati", ha detto alla Reuters il giudice Mohamed Nagi Shehata.
Le vicende relative al caso risalgono al 2013, prima degli episodi di violenza verificatisi all’indomani della cacciata dell'ex presidente islamista Mohamed Morsi, avvenuta il 30 giugno 2013.
Badie e altri 182 sostenitori di Morsi hanno già ricevuto la conferma delle condanne a morte nel caso dell’assalto alla stazione di polizia di Minya.
Fonti giudiziarie hanno comunicato che la sentenza finale relativa al caso in questione è stata rinviata al 30 agosto per consentire al Mufti di valutare il verdetto.
Il pubblico ministero ha accusato gli imputati di omicidio, cospirazione per commettere omicidio, atti di terrorismo e atti vandalici contro beni pubblici e privati.
Il parere del Mufti per quanto riguarda una condanna a morte è consultivo, sebbene debba essere chiesto prima di eseguire la punizione.
Il Mufti ha scritto nel suo rapporto che "il tribunale si è basato esclusivamente sulle indagini, il che da solo non è sufficiente per condannare gli imputati", ha detto alla Reuters il giudice Mohamed Nagi Shehata.
Le vicende relative al caso risalgono al 2013, prima degli episodi di violenza verificatisi all’indomani della cacciata dell'ex presidente islamista Mohamed Morsi, avvenuta il 30 giugno 2013.
Badie e altri 182 sostenitori di Morsi hanno già ricevuto la conferma delle condanne a morte nel caso dell’assalto alla stazione di polizia di Minya.
— FONTI
- (Fonti: TNN, 07/08/2014)
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