EGITTO. DUE FRATELLI A RISCHIO DI IMMINENTE ESECUZIONE
i due fratelli Ezzat e Hamdi Ali Hanafi sono a rischio di imminente esecuzione in Egitto, dal momento che le loro condanne a morte sono state sottoposte per l’approvazione al Mufti, massima autorità religiosa dell’Egitto.
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i due fratelli Ezzat e Hamdi Ali Hanafi sono a rischio di imminente esecuzione in Egitto, dal momento che le loro condanne a morte sono state sottoposte per l’approvazione al Mufti, massima autorità religiosa dell’Egitto.
In base alla legge, tutte le sentenze capitali devono essere inviate al muftì, per poi essere trasmesse al Presidente Hosni Mubarak, al quale la legge conferisce il potere di commutazione e di grazia. Arrestati nel marzo 2004, i due fratelli sono stati condannati a morte il 25 settembre 2005 dal Tribunale Supremo per la Sicurezza dello Stato, che li ha riconosciuti colpevoli di aver utilizzato un terreno di proprietà statale per coltivare delle non specificate “droghe”, opposto resistenza armata alle forze di sicurezza recatesi sul luogo e sequestrato delle persone da usare come scudi umani. Secondo l’Organizzazione Egiziana per i Diritti Umani si tratta dei primi imputati condannati dal suddetto Tribunale dal 1998. In base alle leggi d’emergenza in vigore nel Paese dal 1981, gli imputati non hanno diritto all’appello e possono soltanto presentare domanda di annullamento o riduzione della pena. Nel caso di Ezzat e Hamdi questa domanda è stata già respinta lo scorso 2 maggio.
In base alla legge, tutte le sentenze capitali devono essere inviate al muftì, per poi essere trasmesse al Presidente Hosni Mubarak, al quale la legge conferisce il potere di commutazione e di grazia. Arrestati nel marzo 2004, i due fratelli sono stati condannati a morte il 25 settembre 2005 dal Tribunale Supremo per la Sicurezza dello Stato, che li ha riconosciuti colpevoli di aver utilizzato un terreno di proprietà statale per coltivare delle non specificate “droghe”, opposto resistenza armata alle forze di sicurezza recatesi sul luogo e sequestrato delle persone da usare come scudi umani. Secondo l’Organizzazione Egiziana per i Diritti Umani si tratta dei primi imputati condannati dal suddetto Tribunale dal 1998. In base alle leggi d’emergenza in vigore nel Paese dal 1981, gli imputati non hanno diritto all’appello e possono soltanto presentare domanda di annullamento o riduzione della pena. Nel caso di Ezzat e Hamdi questa domanda è stata già respinta lo scorso 2 maggio.
— FONTI
- (Fonti: Amnesty International, 08/05/2006)
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