EAU: CORTE D’APPELLO RESPINGE RICHIESTA DI CONDANNA A MORTE
la Corte d’Appello di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ha stabilito la settimana scorsa
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la Corte d’Appello di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ha stabilito la settimana scorsa che un autista indiano coinvolto due anni fa in un incidente costato la vita ad una persona debba versare 200.000 dirham alla famiglia della vittima.
Nel confermare la decisione del tribunale di grado inferiore, la Corte d’Appello ha respinto la richiesta del padre della vittima, secondo cui l’autista dovrebbe essere condannato a morte. L’accusa di aver causato il decesso di una persona – ha spiegato la Corte d’Appello – non comporta la condanna capitale.
Il padre della vittima, residente nello stato indiano del Kerala, si è finora rifiutato di accettare il prezzo del sangue, tuttavia i giudici della corte d’appello hanno fissato per oggi il termine per accettare il denaro, superato il quale verrà perso il diritto al risarcimento.
Dopo il rifiuto da parte del padre di chiudere il caso, il suo avvocato Amal Al Zaabi si era recato in Kerala per convincere l’uomo a recarsi negli EAU.
L’uomo ha sostenuto davanti ai giudici della corte d’appello di non poter semplicemente accettare soldi per la perdita del figlio, ma di volere per il presunto responsabile la condanna a morte o almeno l’ergastolo.
La vittima fu investita e uccisa mentre attraversava la strada insieme ad un altro lavoratore, rimasto invece ferito.
L’autista fu arrestato e, al termine delle indagini, rilasciato.
Nel confermare la decisione del tribunale di grado inferiore, la Corte d’Appello ha respinto la richiesta del padre della vittima, secondo cui l’autista dovrebbe essere condannato a morte. L’accusa di aver causato il decesso di una persona – ha spiegato la Corte d’Appello – non comporta la condanna capitale.
Il padre della vittima, residente nello stato indiano del Kerala, si è finora rifiutato di accettare il prezzo del sangue, tuttavia i giudici della corte d’appello hanno fissato per oggi il termine per accettare il denaro, superato il quale verrà perso il diritto al risarcimento.
Dopo il rifiuto da parte del padre di chiudere il caso, il suo avvocato Amal Al Zaabi si era recato in Kerala per convincere l’uomo a recarsi negli EAU.
L’uomo ha sostenuto davanti ai giudici della corte d’appello di non poter semplicemente accettare soldi per la perdita del figlio, ma di volere per il presunto responsabile la condanna a morte o almeno l’ergastolo.
La vittima fu investita e uccisa mentre attraversava la strada insieme ad un altro lavoratore, rimasto invece ferito.
L’autista fu arrestato e, al termine delle indagini, rilasciato.
— FONTI
- (Fonti: 7daysindubai.com, 14/04/2013)
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