EAU. CONFERMATA CONDANNA A MORTE PER OMICIDIO
la Corte d’Appello di Sharjah, uno degli Emirati Arabi Uniti, ha confermato la condanna a morte di un
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la Corte d’Appello di Sharjah, uno degli Emirati Arabi Uniti, ha confermato la condanna a morte di un cittadino pakistano, identificato come S.K. di 22 anni, riconoscendolo colpevole dell’omicidio di una ragazza 19enne degli emirati.
La stessa Corte d’Appello ha invece rimandato l’udienza relativa ad altri quattro condannati a morte.
I primi tre - S.K.I. pakistano di 26 anni, A.B.Q. e E.A.A., afghani di 34 e 33 anni, sono stati condannati a morte lo scorso dicembre, per aver trafficato negli Emirati cinque kg di eroina.
La Corte ha rimandato l’udienza per reperire un traduttore a vantaggio del terzo imputato, che parla solo pashtun.
Il quarto uomo, M.H.M, afghano di 30 anni, è stato condannato a morte per aver stuprato due volte una donna filippina, B.Z.B.
L’uomo avrebbe preso la filippina sul proprio taxi, ma invece di condurla nel posto stabilito l’avrebbe portata in un’area industriale, dove sarebbe avvenuto lo stupro.
La donna ha raccontato l’accaduto alla polizia nonostante l’afghano le avesse promesso un buon posto di lavoro se non avesse sporto denuncia.
In questo caso, la Corte ha rimandato l’udienza in attesa di nominare un traduttore per la vittima.
La stessa Corte d’Appello ha invece rimandato l’udienza relativa ad altri quattro condannati a morte.
I primi tre - S.K.I. pakistano di 26 anni, A.B.Q. e E.A.A., afghani di 34 e 33 anni, sono stati condannati a morte lo scorso dicembre, per aver trafficato negli Emirati cinque kg di eroina.
La Corte ha rimandato l’udienza per reperire un traduttore a vantaggio del terzo imputato, che parla solo pashtun.
Il quarto uomo, M.H.M, afghano di 30 anni, è stato condannato a morte per aver stuprato due volte una donna filippina, B.Z.B.
L’uomo avrebbe preso la filippina sul proprio taxi, ma invece di condurla nel posto stabilito l’avrebbe portata in un’area industriale, dove sarebbe avvenuto lo stupro.
La donna ha raccontato l’accaduto alla polizia nonostante l’afghano le avesse promesso un buon posto di lavoro se non avesse sporto denuncia.
In questo caso, la Corte ha rimandato l’udienza in attesa di nominare un traduttore per la vittima.
— FONTI
- (Fonti: Gulnews.com, 07/03/2007)
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