è evidente che la Giordania si sta muovendo per abolire la pena di morte...
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è evidente che la Giordania si sta muovendo per abolire la pena di morte, ha osservato Mohammad Musa, esperto di diritto internazionale, durante un seminario sul ruolo dei media nella crescita della consapevolezza dell’opinione pubblica sul tema della pena capitale, organizzato ad Amman dall’Adaleh Centre for Human Rights Studies e patrocinato dall’Unione Europea.
"Dalla sua posizione risulta chiaro che la Giordania non è favorevole alla pena di morte,” ha detto Musa. La pena di morte non è stata praticata per cinque anni di fila. “Non eseguire condanne a morte per dieci anni vieta al paese di ritornare a praticarle,” ha detto Musa citando il diritto internazionale.
Asem Rababaa, presidente dell’Adaleh Centre, è d’accordo nel dire che la Giordania è sulla via dell’abolizione, osservando che il regno non pratica esecuzioni dal 2006 un apri pista all’adesione al protocollo opzionale al Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici contro la pena di morte. Ha inoltre criticato la Carta sui diritti umani della Lega Araba che proibisce l’esecuzione di minori mentre di fatto permette ai paesi firmatari di giustiziare persone sotto i 18 anni se le leggi interne ai singoli stati lo prevedono.
Gli attivisti hanno sottolineato il ruolo significativo dei mass media nel sostenere gli sforzi per abolire la pena di morte.
"Chi lavora nei media dovrebbe avere abbastanza esperienza e conoscenza per convincere la società giordana a prendere posizione contro la pena di morte,” ha detto Feisal Zu’bi, regista di programmi e serie tv, osservando che i film arabi incoraggiano ‘indirettamente’ le esecuzioni. “Quando i film e i canali di tv si focalizzano su persone violente esagerandone la brutalità rafforzano i telespettatori nel sostengo alla pena capitale,” ha aggiunto.
"Dalla sua posizione risulta chiaro che la Giordania non è favorevole alla pena di morte,” ha detto Musa. La pena di morte non è stata praticata per cinque anni di fila. “Non eseguire condanne a morte per dieci anni vieta al paese di ritornare a praticarle,” ha detto Musa citando il diritto internazionale.
Asem Rababaa, presidente dell’Adaleh Centre, è d’accordo nel dire che la Giordania è sulla via dell’abolizione, osservando che il regno non pratica esecuzioni dal 2006 un apri pista all’adesione al protocollo opzionale al Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici contro la pena di morte. Ha inoltre criticato la Carta sui diritti umani della Lega Araba che proibisce l’esecuzione di minori mentre di fatto permette ai paesi firmatari di giustiziare persone sotto i 18 anni se le leggi interne ai singoli stati lo prevedono.
Gli attivisti hanno sottolineato il ruolo significativo dei mass media nel sostenere gli sforzi per abolire la pena di morte.
"Chi lavora nei media dovrebbe avere abbastanza esperienza e conoscenza per convincere la società giordana a prendere posizione contro la pena di morte,” ha detto Feisal Zu’bi, regista di programmi e serie tv, osservando che i film arabi incoraggiano ‘indirettamente’ le esecuzioni. “Quando i film e i canali di tv si focalizzano su persone violente esagerandone la brutalità rafforzano i telespettatori nel sostengo alla pena capitale,” ha aggiunto.
— FONTI
- (Fonti: BBC, Jordantimes.com, 14/04/2011)
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