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è ancora incerto il numero degli arresti effettuati in seguito al raduno di centinaia di difensori...

è ancora incerto il numero degli arresti effettuati in seguito al raduno di centinaia di difensori dei diritti delle donne, che hanno marciato a Teheran nel Giorno Internazionale delle Donne, l’8 marzo, così come incerto è il destino degli arrestati

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è ancora incerto il numero degli arresti effettuati in seguito al raduno di centinaia di difensori dei diritti delle donne, che hanno marciato a Teheran nel Giorno Internazionale delle Donne, l’8 marzo, così come incerto è il destino degli arrestati dalle forze di sicurezza, che, secondo voci, avrebbero usati maniere dure per disperdere la manifestazione pacifica.
Alla vigilia dell’evento, l’Associazione iraniana per i Diritti delle Donne ha stilato una risoluzione chiedendo la fine della discriminazione sessuale e domandando diritti sociali e legali per tutte le donne iraniane.
Molte delle donne che hanno distribuito le 2000 copie della risoluzione sono state arrestate “e sfortunatamente credo che la loro condanna sarà l’esecuzione,” ha detto Zolal Habibi, del gruppo statunitense Forum per la Libertà delle Donne, ad un incontro in Iran per valutare il ruolo delle donne nella battaglia al fondamentalismo islamico.
“Negli ultimi 27 anni, l’Iran è stato l’unico paese ad avere un regime fondamentalista al potere, e che ha di fatto trasformato i suoi punti di vista e i suoi abusi in leggi nazionali,” ha detto Habibi, sottolineando pene gravi attuate nel paese come la lapidazione, una sentenza che può essere emessa per adulterio.
“Se riesci a liberarti dalla buca in terra, mentre viene lapidato, la tua vita verrà risparmiata,” ha detto Habibi. “(Ma) mentre gli uomini sono sepolti fino al petto, le donne lo sono fino al collo.”
Le donne persistono nella loro battaglia per l’uguaglianza, ha aggiunto Habibi, ricordando una bambina di 13 anni, Fatemeh Mesbah, che è stata arrestata mentre vendeva giornali e giustiziata il giorno seguente, nel 1981; Mother Zakeri giustizia all’età di 70 anni per aver sostenuto un gruppo islamista di opposizione, il People's Mujahedin of Iran; e il Mujahedin Ashraf Rajavi, giustiziato dal regime nel 1982.
FONTI
  • (Fonti: Inter Press Service, 17/03/2006)