Due iraniani giudicati colpevoli di aver rapito e ucciso...
Due iraniani giudicati colpevoli di aver rapito e ucciso circa 20 bambini a sud di Tehran sono stati condannati a essere impiccati pubblicamente sul luogo del crimine
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Due iraniani giudicati colpevoli di aver rapito e ucciso circa 20 bambini a sud di Tehran sono stati condannati a essere impiccati pubblicamente sul luogo del crimine.
In ottobre un tribunale di Tehran aveva condannato Mohammad Bijeh, il presunto ideatore dei crimini, alla fustigazione e all'impiccagione, mentre il suo complice Ali Baghi era stato condannato alla fustigazione e a 15 anni di carcere.
Dopo il processo, per�, che era durato due giorni e che era stato interrotto dai parenti infuriati delle vittime, il capo dell'apparato giudiziario, Ayatollah Hashemi Shahroudi, ha ordinato un nuovo processo dato che uno dei due imputati non era stato condannato a morte.
Il capo dell'apparato giudiziario a Tehran, Abbas Ali Alizadeh, ha detto che i due sono stati giudicati "corrotti" e devono ora morire per i loro crimini.
"Verranno giustiziati pubblicamente sul luogo del delitto", ha detto, aggiungendo che i due hanno 20 giorni di tempo per presentare appello e che le condanne a morte devono essere approvate dalla corte suprema.
I due condannati sono stati giudicati colpevoli di aver ucciso tra le 19 e le 22 persone, gran parte delle quali bambini, nella periferia della poverissima citt� di Pakdasht, appena a sud di Tehran.
L'accusa e i famigliari delle vittime hanno chiesto che entrambi gli imputati, definiti dalla stampa "iene" e "vampiri del deserto di Tehran", siano giustiziati.
In ottobre un tribunale di Tehran aveva condannato Mohammad Bijeh, il presunto ideatore dei crimini, alla fustigazione e all'impiccagione, mentre il suo complice Ali Baghi era stato condannato alla fustigazione e a 15 anni di carcere.
Dopo il processo, per�, che era durato due giorni e che era stato interrotto dai parenti infuriati delle vittime, il capo dell'apparato giudiziario, Ayatollah Hashemi Shahroudi, ha ordinato un nuovo processo dato che uno dei due imputati non era stato condannato a morte.
Il capo dell'apparato giudiziario a Tehran, Abbas Ali Alizadeh, ha detto che i due sono stati giudicati "corrotti" e devono ora morire per i loro crimini.
"Verranno giustiziati pubblicamente sul luogo del delitto", ha detto, aggiungendo che i due hanno 20 giorni di tempo per presentare appello e che le condanne a morte devono essere approvate dalla corte suprema.
I due condannati sono stati giudicati colpevoli di aver ucciso tra le 19 e le 22 persone, gran parte delle quali bambini, nella periferia della poverissima citt� di Pakdasht, appena a sud di Tehran.
L'accusa e i famigliari delle vittime hanno chiesto che entrambi gli imputati, definiti dalla stampa "iene" e "vampiri del deserto di Tehran", siano giustiziati.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 17/11/2004)
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