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MALESIA

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due detenuti nel braccio della morte in Malesia hanno detto che non chiederanno la grazia all’Ufficio preposto.

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due detenuti nel braccio della morte in Malesia hanno detto che non chiederanno la grazia all’Ufficio preposto. G. Krishna Rao, agente di recupero crediti, e suo cognato, M. Rajendran, ex poliziotto, hanno detto che 10 anni di processi d’appello li hanno provati duramente e preferiscono essere impiccati al più presto.
La dichiarazione è stata fatta pochi attimi dopo che la Corte Federale ha confermato le condanne per i due uomini per gli omicidi di quattro persone, risalenti a 11 anni.
“La lunga attesa ha scosso me e tutta la mia famiglia,” ha detto Krishna Rao, 39 anni, al New Straits Times. Rajendran, 43 anni, ha detto che il braccio della morte gli ha tolto la linfa, sia mentalmente che emotivamente. “Non posso sopportare più di vivere in isolamento,” ha dichiarato.
Krishna Rao, Rajendran e un terzo complice, l’orefice K. Kumaresan, allora 24enne, erano stati imputati per gli omicidi di S. Veeramah, 48 anni, di suo figlio N. Sathian, 15, e di una cameriera indonesiana 35enne, Juriyah Sariyah, avvenuti nel 1998.
FONTI
  • (Fonti: New Straits Times, 17/02/2009)