Dopo molte pressioni da parte della Commissione internazionale...
Dopo molte pressioni da parte della Commissione internazionale dei giuristi, organizzazione basata in Svezia (ICJ) in collaborazione con il FOC (Forum di Coscienza), un'organizzazione locale per la difesa dei diritti umani, il governo della Sierra Leone
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Dopo molte pressioni da parte della Commissione internazionale dei giuristi, organizzazione basata in Svezia (ICJ) in collaborazione con il FOC (Forum di Coscienza), un'organizzazione locale per la difesa dei diritti umani, il governo della Sierra Leone ha introdotto una legge che concede ai Sierraleonesi il diritto di appello contro la pena di morte.
La decisione � seguita ad un seminario di lavoro tenutosi a Pretoria, in Sudafrica, dal 29 aprile al 4 amggio 2002, sul tema "Probleimi dei diritti umani in Africa". Organizzato dalla ICJ, il seminario ha raccolto attivisti delle organizzazioni per i diritti umani da tutta l'Africa.
La Sierra Leone era rappresentata dal procuratore legale Maclean Thomas, in qualit� di Direttore del Dipartimento dei problemi dei Diritti umani del Forum di Coscienza, che ha reso noto come la sua organizzazione abbia presentato all'Istituto per i diritti umani e lo sviluppo in Africa una denuncia sulla condotta della Corte marziale che, nel 1998, aveva condannato e giustiziato 24 soldati, notando che [ai condannati] non era riconosciuto il diritto di appello.
Il Forum di coscienza, ha detto Thomas, ritiene che questa sia una evidente violazione del diritto alla vita, pur garantita dalla Carta africana dei diritti umani, e che "anche i soldati hanno diritto ad un trattamento equo davanti alla legge, poich� anch'essi sono cittadini della Sierra Leone".
Prima della sua presentazione, l'avvocato Thomas ha inoltre rivelato che il FOC aveva pi� volte rivolto istanze agli alti funzionari del governo, fino ad ottenere l'invio in Sierra Leone di una delegazione della Commissione africana per i diritti umani, e che questa commissione ha infine anch'essa rivolto istanze e proteste ai funzionari di governo, al Procuratore generale e al Ministro della Giustizia.
Queste azioni, ha detto Thomas, hanno portato al riconoscimento del diritto di appello anche per i soldati, un grande passo in avanti per i diritti umani in SIerra Leone. Gli organizzatori, che definiscono la Sierra Leone "un esempio di successo", hanno lodato gli sviluppi dell'iniziativa. "Ora la Sierra Leone ha un buon posto nella scala internazionale, per quanto riguarda il rispetto della Carta africana dei diritti umani, e porta la speranza che, col tempo, la situazione dei diritti umani in Sierra Leone possa eguagliare quella degli Stati Uniti o della Gran Bretagna".
La decisione � seguita ad un seminario di lavoro tenutosi a Pretoria, in Sudafrica, dal 29 aprile al 4 amggio 2002, sul tema "Probleimi dei diritti umani in Africa". Organizzato dalla ICJ, il seminario ha raccolto attivisti delle organizzazioni per i diritti umani da tutta l'Africa.
La Sierra Leone era rappresentata dal procuratore legale Maclean Thomas, in qualit� di Direttore del Dipartimento dei problemi dei Diritti umani del Forum di Coscienza, che ha reso noto come la sua organizzazione abbia presentato all'Istituto per i diritti umani e lo sviluppo in Africa una denuncia sulla condotta della Corte marziale che, nel 1998, aveva condannato e giustiziato 24 soldati, notando che [ai condannati] non era riconosciuto il diritto di appello.
Il Forum di coscienza, ha detto Thomas, ritiene che questa sia una evidente violazione del diritto alla vita, pur garantita dalla Carta africana dei diritti umani, e che "anche i soldati hanno diritto ad un trattamento equo davanti alla legge, poich� anch'essi sono cittadini della Sierra Leone".
Prima della sua presentazione, l'avvocato Thomas ha inoltre rivelato che il FOC aveva pi� volte rivolto istanze agli alti funzionari del governo, fino ad ottenere l'invio in Sierra Leone di una delegazione della Commissione africana per i diritti umani, e che questa commissione ha infine anch'essa rivolto istanze e proteste ai funzionari di governo, al Procuratore generale e al Ministro della Giustizia.
Queste azioni, ha detto Thomas, hanno portato al riconoscimento del diritto di appello anche per i soldati, un grande passo in avanti per i diritti umani in SIerra Leone. Gli organizzatori, che definiscono la Sierra Leone "un esempio di successo", hanno lodato gli sviluppi dell'iniziativa. "Ora la Sierra Leone ha un buon posto nella scala internazionale, per quanto riguarda il rispetto della Carta africana dei diritti umani, e porta la speranza che, col tempo, la situazione dei diritti umani in Sierra Leone possa eguagliare quella degli Stati Uniti o della Gran Bretagna".
— FONTI
- (Fonti: AFRICA NEWS SERVICE 10/05/2002)
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