Dopo la recente vittoria nel referendum presidenziale,...
Dopo la recente vittoria nel referendum presidenziale, il Gen
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Dopo la recente vittoria nel referendum presidenziale, il Gen. Pervez Musharraf del Pakistan potrebbe ritenere di avere un mandato popolare ufficiale, tuttavia gli attivisti [per i diritti umani] sono in attesa di verificare che il suo impegno contro l'estremismo sia qualcosa di più di un argomento elettorale.
Musharraf, essi sostengono, può iniziare dall'abolizione delle controverse leggi islamiche - tra cui l'Ordinanza "Hudood" o leggi sulla moralità - introdotte dal dittatore Zia ul-Haq tra il 1977 e il 1988. Gli attivisti aggiungono che con buona prudenza Musharraf potrebbe spingersi all'abolizione di tutte le leggi discriminatorie verso le donne. Gli appelli in questo senso si sono rafforzati dopo la sentenza di condanna a morte mediante lapidazione in pubblico, inflitta il 17 aprile scorso a Zafran Bibi, una madre di cinque figli.
La Bibi, che si era rivolta alle autorità inizialmente per denunciare di aver subito uno stupro, non solo ha visto l'uomo da lei accusato scampare alle accuse, ma si è ritrovata condannata per adulterio. "Il recente verdetto contro Zafran Bibi è una vergogna nazionale," ha comunicato l'Alleanza per l'abolizione delle leggi discriminatorie. "Punire la vittima, invece di renderle giustizia, è stata una disgrazia per l'umanità."
Le corti di sharia, o corti islamiche, tengono processi nei casi che ricadono nell'ordinanza Hudood, operando in parallelo con le corti penali ordinarie del Pakistan, che seguono le leggi britanniche. I critici dicono che malgrado le sue dichiarazioni contro l'estremismo, Musharraf è riluttante all'abolizione delle leggi islamiche ereditate dall'amministrazione di Zia, per il timore di gravi reazioni da parte dei gruppi religiosi.
Intanto le attiviste determinate a salvare Bibi hanno richiesto l'assistenza legale dei migliori avvocati e contrastato la decisione sul suo caso da parte della Corte islamica suprema.
Musharraf, essi sostengono, può iniziare dall'abolizione delle controverse leggi islamiche - tra cui l'Ordinanza "Hudood" o leggi sulla moralità - introdotte dal dittatore Zia ul-Haq tra il 1977 e il 1988. Gli attivisti aggiungono che con buona prudenza Musharraf potrebbe spingersi all'abolizione di tutte le leggi discriminatorie verso le donne. Gli appelli in questo senso si sono rafforzati dopo la sentenza di condanna a morte mediante lapidazione in pubblico, inflitta il 17 aprile scorso a Zafran Bibi, una madre di cinque figli.
La Bibi, che si era rivolta alle autorità inizialmente per denunciare di aver subito uno stupro, non solo ha visto l'uomo da lei accusato scampare alle accuse, ma si è ritrovata condannata per adulterio. "Il recente verdetto contro Zafran Bibi è una vergogna nazionale," ha comunicato l'Alleanza per l'abolizione delle leggi discriminatorie. "Punire la vittima, invece di renderle giustizia, è stata una disgrazia per l'umanità."
Le corti di sharia, o corti islamiche, tengono processi nei casi che ricadono nell'ordinanza Hudood, operando in parallelo con le corti penali ordinarie del Pakistan, che seguono le leggi britanniche. I critici dicono che malgrado le sue dichiarazioni contro l'estremismo, Musharraf è riluttante all'abolizione delle leggi islamiche ereditate dall'amministrazione di Zia, per il timore di gravi reazioni da parte dei gruppi religiosi.
Intanto le attiviste determinate a salvare Bibi hanno richiesto l'assistenza legale dei migliori avvocati e contrastato la decisione sul suo caso da parte della Corte islamica suprema.
— FONTI
- (Fonti: Global Information Network, Ips Newsfeed, 07/05/2002)
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