dopo che suo fratello era stato ucciso nel gennaio del 1982...
dopo che suo fratello era stato ucciso nel gennaio del 1982...
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dopo che suo fratello era stato ucciso nel gennaio del 1982, Masaharu Harada, 57 anni, ha dovuto combattere non solo con la perdita ma anche con la rabbia e l’odio per il suo assassino.
“Ho visitato il colpevole in prigione e ho sentito la mia rabbia mutarsi in un’inesplicabile tristezza nei suoi confronti. Mi sono riempito di un senso di conforto”, ha detto Harada all’IPS.
Toshihito Hasegawa, 51 anni, condannato nel 2001, aveva scritto ad Harada raccontandogli della crudeltà cui era sottoposto nel braccio della morte.
“Per mesi ha aspettato la sua impiccagione in isolamento. Alla sua famiglia era stato vietato di fargli visita. Un trattamento del genere è disumano e non mi fa sentire meglio” ha detto Harada.
Masami Hirayama, uno specialista di salute mentale, che si è a lungo mobilitato per migliorare i diritti dei malati mentali, ha accusato il governo di non provvedere ai trattamenti psicologici per i detenuti nel braccio della morte, dicendo che equivale a
negare processi imparziali. “Condannare a morte queste persone senza garantire adeguate cure mediche è ingiusto” ha detto all’IPS.
“Ho visitato il colpevole in prigione e ho sentito la mia rabbia mutarsi in un’inesplicabile tristezza nei suoi confronti. Mi sono riempito di un senso di conforto”, ha detto Harada all’IPS.
Toshihito Hasegawa, 51 anni, condannato nel 2001, aveva scritto ad Harada raccontandogli della crudeltà cui era sottoposto nel braccio della morte.
“Per mesi ha aspettato la sua impiccagione in isolamento. Alla sua famiglia era stato vietato di fargli visita. Un trattamento del genere è disumano e non mi fa sentire meglio” ha detto Harada.
Masami Hirayama, uno specialista di salute mentale, che si è a lungo mobilitato per migliorare i diritti dei malati mentali, ha accusato il governo di non provvedere ai trattamenti psicologici per i detenuti nel braccio della morte, dicendo che equivale a
negare processi imparziali. “Condannare a morte queste persone senza garantire adeguate cure mediche è ingiusto” ha detto all’IPS.
— FONTI
- (Fonti: IPS, 27/09/2007)
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