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GIAPPONE

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Delle persone che hanno avuto esperienze con dei detenuti nel braccio della morte hanno tenuto un simposio a Tokio sostenendo che queste persone possono essere riabilitate

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Delle persone che hanno avuto esperienze con dei detenuti nel braccio della morte hanno tenuto un simposio a Tokio sostenendo che queste persone possono essere riabilitate. Un avvocato e un cappellano del carcere hanno espresso questo concetto al simposio sulla pena capitale organizzato dalla Federazione Giapponese delle Associazioni legali e da gruppi locali di avvocati. Uno degli avvocati � Shigeki Todani, capo del collegio di difesa di Mamoru Takuma, 40 anni, condannato a morte nell'agosto 2003 per l'omicidio di otto bambini e il ferimento di altri 13 e di due insegnanti in un assalto alla scuola elemenatare di Ikeda compiuto nel giugno 2001, nonostante il collegio di difesa abbia sostenuto che l'uomo non era capace di intendere e di volere. Todani ha detto che anche se Takuma ha mostrato poco rimorso durante il processo, "Ha via via mostrato sempre pi� sentimenti umani". In seguito all'arresto di Takuma, Todani ha ricevuto molte lettere, la maggior parte delle quali provenivano da gente che soffre di disturbi mentali nelle quali raccontavano che anche loro avrebbero potuto commettere un tale crimine in date circostanze. "Takuma ha trovato sostegno in queste lettere e mi ha chiesto di ringraziarli", ha detto Todani al simposio. "Questo dimostra che un appoggio generoso pu� cambiarlo, ma io non ho potuto far conoscere questi sentimenti umani alla corte, perch� lui ha adottato un atteggiamento provocatorio.
Un altro penalista, Michio Tsukada, ha prestato servizio come cappellano nel carcere di Nagoya dal 1981 al 1995. Durante questo periodo ha conosciuto e frequentato tre detenuti nel braccio della morte prima che venissero giustiziati. "Ero spaventato all'idea di incontrarli prima di conoscerli, ma sono stati tutti cortesi e gentili e si erano assolutamente pentiti di quello che avevano fatto", ha detto. "Uno di loro lavorava in carcere e mandava diverse centinaia di yen ogni mese alla famiglia della sua vittima perch� comprasse dei fiori". Tsukada ha detto anche: "Credo che il governo dovrebbe abolire la pena di morte". Anche Todani ha espresso la propria opposizione alla pena di morte, dicendo: "L'esecuzione � un omicidio commesso dallo Stato. Io non penso che uno Stato, che vieta l'omicidio, debba mantenere la pena di morte e mi aspetto che la gente la pensi come me".
FONTI
  • (Fonti: Kyodo News, 27/06/2004)