Corea del Nord. Respinte l’ispettore ONU per i diritti umani
Vitit Muntarbhorn, special rapporteur delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in Corea del Nord, ritiene che la Cina dovrenne smettere di rimpatriare forzatamente i nord coreani che fuggono in Cina, e dovrebbe concedere loro lo status di rifugiati.
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Vitit Muntarbhorn, special rapporteur delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in Corea del Nord, ritiene che la Cina dovrenne smettere di rimpatriare forzatamente i nord coreani che fuggono in Cina, e dovrebbe concedere loro lo status di rifugiati.
Le agenzie internazionali hanno segnalato almeno 30.000 persone passate clandestinamente in Cina per fuggire la fame e le repressioni del regime nord coreano. Secondo Vitit, intervenuto ad un meeting sull’immigrazione nella capitale malese, la Cina sbaglia nel trattare gli espatriati coreani come semplici “emigranti per motivi economici”. “Non si tratta solo di gente che ha fame, ma di gente che teme la persecuzione in caso di ritorno”.
La Cina ha firmato la Convenzione ONU sui Rifugiati, che prescrive trattamenti umani per i rifugiati. Ma Pechino, l’unico alleato significativo del regime nordcoreano, ritiene di non dover applicare il trattato ai clandestini norcoreani, ritenuti semplici “emigranti per motivi economici”.
Nel 2004 la Commissione ONU per i Diritti Umani dispose una indagine speciale sulle segnalazioni di torture, esecuzioni pubbliche, lavoro forzato e infanticidi nelle prigioni e nei campi di lavoro del Nord Corea. Il regime di Pyongyang però non ha riconosciuto il mandato ONU, e da allora Vitit, un professore di legge thailandese, non ha mai ricevuto il permesso di entrare nel paese.
Le agenzie internazionali hanno segnalato almeno 30.000 persone passate clandestinamente in Cina per fuggire la fame e le repressioni del regime nord coreano. Secondo Vitit, intervenuto ad un meeting sull’immigrazione nella capitale malese, la Cina sbaglia nel trattare gli espatriati coreani come semplici “emigranti per motivi economici”. “Non si tratta solo di gente che ha fame, ma di gente che teme la persecuzione in caso di ritorno”.
La Cina ha firmato la Convenzione ONU sui Rifugiati, che prescrive trattamenti umani per i rifugiati. Ma Pechino, l’unico alleato significativo del regime nordcoreano, ritiene di non dover applicare il trattato ai clandestini norcoreani, ritenuti semplici “emigranti per motivi economici”.
Nel 2004 la Commissione ONU per i Diritti Umani dispose una indagine speciale sulle segnalazioni di torture, esecuzioni pubbliche, lavoro forzato e infanticidi nelle prigioni e nei campi di lavoro del Nord Corea. Il regime di Pyongyang però non ha riconosciuto il mandato ONU, e da allora Vitit, un professore di legge thailandese, non ha mai ricevuto il permesso di entrare nel paese.
— FONTI
- (Fonti: Reuters News, 13/06/2005)
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