COREA DEL NORD: AUTORITA’ CONFERMANO EPURAZIONE DI JANG SONG-THAEK
ci sono voluti cinque giorni, ma alle fine anche le autorità nordcoreane hanno confermato la notizia
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ci sono voluti cinque giorni, ma alle fine anche le autorità nordcoreane hanno confermato la notizia fatta trapelare dai servizi segreti della Corea del Sud: il Politburo del partito
unico ha rimosso Jang Song-thaek, zio e «tutore» del leader Kim Jong-un, privandolo di incarichi e titoli per «atti criminali», «attività doppiogiochiste» e per «essere stato contaminato dal modo di
vivere capitalistico». A sancire quello che è stato definito come il più grosso cambiamento politico degli ultimi due anni, è stata l’agenzia nordcoreana Kcna. «Jang e i suoi seguaci - ha precisato - hanno commesso atti criminali che superano ogni immaginazione ed hanno inferto un danno tremendo al nostro partito e alla rivoluzione. La riunione del Politburo ha deciso di destituire Jang da tutte le cariche e di espellerlo dal Partito dei lavoratori», ha aggiunto la Kcna, secondo cui Kim Jong-un «ha presieduto la riunione».
Jang è stato accusato di aver usato impropriamente i fondi dello Stato, di corruzione, abuso di alcol, droghe e rapporti licenziosi con le donne. «Jang sosteneva di appoggiare il leader del partito (Kim Jong-un) ma era in realtà assorbito in atti faziosi...e (era così) corrotto da uno stile di vita capitalista (che) Jang ha commesso irregolarità e (si è macchiato di atti) corruzione che lo hanno condotto ad una vita dissoluta e depravata», scrive la Kcna.
Secondo i media sudcoreani il «contabile» di Jang è fuggito ed ha chiesto asilo al governo di Seul. Al momento si troverebbe sotto protezione del Sud ma in una località segreta in Cina, l’unico alleato di Pyongyang. Con la defenestrazione, ormai ufficiale, di Jang, Kim Jogn-un ha ora in mano il potere che dovrà gestire, come fecero il padre Kim Jon-Il ed il nonno e fondatore della dinastia, Kim Il-sung, sempre in accordo con i vertici militari. Questi restano alla guida di un esercito formato da 1,2 milioni di soldati, psicologicamente condizionato ad essere sempre e costantemente pronto a lanciare un conflitto con Seul. Tra i due Paesi, dopo tre anni di Guerra (1950-1953), vige solo un armistizio ma non è mai stata siglata alcuna intesa di pace.
Jang, 67 anni, marito di Kim Kyong-hui, sorella di Kim Jong-il (padre dell’attuale leader), ha svolto un ruolo di guida del nipote durante la fase di transizione quando a dicembre del
2011 salì al potere a seguito della morte del padre stroncato da un attacco cardiaco. Il suo incarico più importante era quello di vicepresidente della commissione nazionale di difesa. Yang — scrive la Kcna — faceva finta di appoggiare il partito e il leader ma (...) era coinvolto in attività doppiogiochiste. Secondo altre informazioni giunte da Seul nei giorni scorsi, lo zio di Kim Jong-Un «sarebbe al sicuro» e non corre rischi, una precisazione importante visto che due suoi stretti collaboratori accusati di «corruzione e attività ostili» sarebbero stati fucilati. E l’attività di epurazione sarebbe stata così radicale da riguardare anche un documentario sul giovane leader
Kim che sarebbe stato purgato delle immagini relative a Jang. Gli osservatori più attenti del più isolato tra i Paesi asiatici non avevano mancato di notare che Jang era a poco a poco scomparso dalle cronache politiche del Paese con l’emergere di Choe Ryong-hae,
direttore dell’ufficio politico generale dell’esercito.
unico ha rimosso Jang Song-thaek, zio e «tutore» del leader Kim Jong-un, privandolo di incarichi e titoli per «atti criminali», «attività doppiogiochiste» e per «essere stato contaminato dal modo di
vivere capitalistico». A sancire quello che è stato definito come il più grosso cambiamento politico degli ultimi due anni, è stata l’agenzia nordcoreana Kcna. «Jang e i suoi seguaci - ha precisato - hanno commesso atti criminali che superano ogni immaginazione ed hanno inferto un danno tremendo al nostro partito e alla rivoluzione. La riunione del Politburo ha deciso di destituire Jang da tutte le cariche e di espellerlo dal Partito dei lavoratori», ha aggiunto la Kcna, secondo cui Kim Jong-un «ha presieduto la riunione».
Jang è stato accusato di aver usato impropriamente i fondi dello Stato, di corruzione, abuso di alcol, droghe e rapporti licenziosi con le donne. «Jang sosteneva di appoggiare il leader del partito (Kim Jong-un) ma era in realtà assorbito in atti faziosi...e (era così) corrotto da uno stile di vita capitalista (che) Jang ha commesso irregolarità e (si è macchiato di atti) corruzione che lo hanno condotto ad una vita dissoluta e depravata», scrive la Kcna.
Secondo i media sudcoreani il «contabile» di Jang è fuggito ed ha chiesto asilo al governo di Seul. Al momento si troverebbe sotto protezione del Sud ma in una località segreta in Cina, l’unico alleato di Pyongyang. Con la defenestrazione, ormai ufficiale, di Jang, Kim Jogn-un ha ora in mano il potere che dovrà gestire, come fecero il padre Kim Jon-Il ed il nonno e fondatore della dinastia, Kim Il-sung, sempre in accordo con i vertici militari. Questi restano alla guida di un esercito formato da 1,2 milioni di soldati, psicologicamente condizionato ad essere sempre e costantemente pronto a lanciare un conflitto con Seul. Tra i due Paesi, dopo tre anni di Guerra (1950-1953), vige solo un armistizio ma non è mai stata siglata alcuna intesa di pace.
Jang, 67 anni, marito di Kim Kyong-hui, sorella di Kim Jong-il (padre dell’attuale leader), ha svolto un ruolo di guida del nipote durante la fase di transizione quando a dicembre del
2011 salì al potere a seguito della morte del padre stroncato da un attacco cardiaco. Il suo incarico più importante era quello di vicepresidente della commissione nazionale di difesa. Yang — scrive la Kcna — faceva finta di appoggiare il partito e il leader ma (...) era coinvolto in attività doppiogiochiste. Secondo altre informazioni giunte da Seul nei giorni scorsi, lo zio di Kim Jong-Un «sarebbe al sicuro» e non corre rischi, una precisazione importante visto che due suoi stretti collaboratori accusati di «corruzione e attività ostili» sarebbero stati fucilati. E l’attività di epurazione sarebbe stata così radicale da riguardare anche un documentario sul giovane leader
Kim che sarebbe stato purgato delle immagini relative a Jang. Gli osservatori più attenti del più isolato tra i Paesi asiatici non avevano mancato di notare che Jang era a poco a poco scomparso dalle cronache politiche del Paese con l’emergere di Choe Ryong-hae,
direttore dell’ufficio politico generale dell’esercito.
— FONTI
- (Fonti: EPA/KCNA, 09/12/2013)
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