Con una sentenza senza precedenti, la Corte di Cassazione...
Con una sentenza senza precedenti, la Corte di Cassazione di Dubai ha stabilito che se un detenuto condannato a morte è malato, la sue condizioni di salute non costituiscono motivo per una sospensione dell'esecuzione
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Con una sentenza senza precedenti, la Corte di Cassazione di Dubai ha stabilito che se un detenuto condannato a morte è malato, la sue condizioni di salute non costituiscono motivo per una sospensione dell'esecuzione.
Il Tribunale di Prima Istanza di Dubai aveva condannato a morte uno yemenita, A.M.F., per omicidio premeditato e, successivamente, la sentenza era stata confermata dalla Corte di Appello.
Un ufficiale della prigione aveva però informato la Procura che A.M.F soffriva di allucinazioni e le sue condizioni mentali si andavano aggravando con l'avvicinarsi della data dell'esecuzione.
La questione era stata quindi sottoposta alla Corte di Cassazione che studiato il caso e i referti medici aveva concluso che il detenuto non soffriva di alcun disturbo mentale.
La Corte aveva colto l'occasione per ribadire che solo la gravidanza di una donna può essere causa di una sospensione dell'esecuzione, mentre l'istanza di un condannato non può essere presa in considerazione e l'esecuzione deve essere effettuata. A.M.F. era stato giustiziato il mese prima.
Il Tribunale di Prima Istanza di Dubai aveva condannato a morte uno yemenita, A.M.F., per omicidio premeditato e, successivamente, la sentenza era stata confermata dalla Corte di Appello.
Un ufficiale della prigione aveva però informato la Procura che A.M.F soffriva di allucinazioni e le sue condizioni mentali si andavano aggravando con l'avvicinarsi della data dell'esecuzione.
La questione era stata quindi sottoposta alla Corte di Cassazione che studiato il caso e i referti medici aveva concluso che il detenuto non soffriva di alcun disturbo mentale.
La Corte aveva colto l'occasione per ribadire che solo la gravidanza di una donna può essere causa di una sospensione dell'esecuzione, mentre l'istanza di un condannato non può essere presa in considerazione e l'esecuzione deve essere effettuata. A.M.F. era stato giustiziato il mese prima.
— FONTI
- (Fonti: Gulf News, 06/04/2002)
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