COMMISSIONE INTER-AMERICANA PER I DIRITTI UMANI CHIEDE MORATORIA NELLA REGIONE
la Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR) ha chiesto a diversi Paesi dei Caraibi
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la Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR) ha chiesto a diversi Paesi dei Caraibi, inclusi Giamaica, Trinidad e Tobago e Barbados, di introdurre una moratoria sull'applicazione della pena di morte.
In una dichiarazione in coincidenza con l'uscita della sua ultima pubblicazione dal titolo "La Pena di Morte nel Sistema Inter-Americano dei Diritti Umani: dalle Limitazioni all'Abolizione", la Commissione ha detto di aver esaminato la situazione relativa alla pena di morte in nove Stati membri nel corso del ultimi 15 anni.
I Paesi coinvolti sono Barbados, Cuba, Guatemala, Guyana, Granada, Giamaica, Bahamas, Trinidad e Tobago e Stati Uniti.
"Tenendo conto degli standard e degli sviluppi nella regione, e alla luce dell'obiettivo di eliminare progressivamente la pena di morte nel sistema Inter-Americano, la Commissione esorta gli Stati membri dell'OAS (Organizzazione degli Stati americani) che hanno ancora la pena di morte, ad abolirla o, almeno, ad introdurre una moratoria sulla sua applicazione.
"Inoltre, il Rapporto raccomanda agli Stati di ratificare il Protocollo alla Convenzione Americana per l'Abolizione della Pena di Morte, di astenersi da qualsiasi misura che espanda l'applicazione della pena di morte o la reintroduca (e) di adottare le misure necessarie per garantire rispetto delle più severe norme del giusto processo nei casi capitali ".
La Commissione chiede gli Stati di adottare tutte le misure necessarie a garantire che le norme giuridiche nazionali siano conformi al livello più elevato di revisione applicabile in casi di pena di morte, e per assicurare il pieno rispetto delle decisioni della Commissione e della Corte Inter-Americana, ed in particolare con decisioni riguardanti i singoli casi di pena di morte e le misure precauzionali e provvisorie.
Per la Commissione gli strumenti regionali di tutela dei diritti umani non vietano di per sé l'imposizione della pena di morte, ma stabiliscono limitazioni e divieti specifici per quanto riguarda la sua applicazione.
"Per esempio, senza andare fino al punto di abolire la pena di morte, la Convenzione americana impone restrizioni intese a precisare rigorosamente la sua applicazione e la portata, al fine di ridurre l'applicazione della pena e provocare la sua graduale scomparsa.
"A questo proposito, la Commissione osserva che esiste una tendenza globale verso l'abolizione della pena di morte che si rende evidente nei recenti sviluppi in questa materia presso le Nazioni Unite, nei sistemi regionali per la protezione dei diritti umani e nel diritto penale internazionale."
Nel Rapporto, la Commissione evidenzia alcuni progressi relativi alla imposizione della pena di morte nella regione negli ultimi anni. Di particolare importanza sono stati i progressi relativi alla imposizione obbligatoria della pena di morte, vale a dire, quando questa è imposta dopo una condanna per un crimine senza la possibilità di presentare o considerare le circostanze attenuanti.
Come conseguenza dello sviluppo di standard inter-americani che hanno stabilito che la pena di morte viola la Convenzione Americana e la Dichiarazione Americana, nonché l'interazione tra gli organi inter-americani e gli organi giudiziari del Commonwealth Caraibico, tra gli altri fattori, sono stati compiuti progressi nella eliminazione dell'aspetto obbligatorio della pena di morte nella maggior parte dei paesi dei Caraibi.
La Commissione, organismo autonomo dell’OAS, ha detto di aspettarsi che ulteriori progressi vengano realizzati in questa direzione fino all’abrogazione della pena capitale in tutti i paesi della regione.
In una dichiarazione in coincidenza con l'uscita della sua ultima pubblicazione dal titolo "La Pena di Morte nel Sistema Inter-Americano dei Diritti Umani: dalle Limitazioni all'Abolizione", la Commissione ha detto di aver esaminato la situazione relativa alla pena di morte in nove Stati membri nel corso del ultimi 15 anni.
I Paesi coinvolti sono Barbados, Cuba, Guatemala, Guyana, Granada, Giamaica, Bahamas, Trinidad e Tobago e Stati Uniti.
"Tenendo conto degli standard e degli sviluppi nella regione, e alla luce dell'obiettivo di eliminare progressivamente la pena di morte nel sistema Inter-Americano, la Commissione esorta gli Stati membri dell'OAS (Organizzazione degli Stati americani) che hanno ancora la pena di morte, ad abolirla o, almeno, ad introdurre una moratoria sulla sua applicazione.
"Inoltre, il Rapporto raccomanda agli Stati di ratificare il Protocollo alla Convenzione Americana per l'Abolizione della Pena di Morte, di astenersi da qualsiasi misura che espanda l'applicazione della pena di morte o la reintroduca (e) di adottare le misure necessarie per garantire rispetto delle più severe norme del giusto processo nei casi capitali ".
La Commissione chiede gli Stati di adottare tutte le misure necessarie a garantire che le norme giuridiche nazionali siano conformi al livello più elevato di revisione applicabile in casi di pena di morte, e per assicurare il pieno rispetto delle decisioni della Commissione e della Corte Inter-Americana, ed in particolare con decisioni riguardanti i singoli casi di pena di morte e le misure precauzionali e provvisorie.
Per la Commissione gli strumenti regionali di tutela dei diritti umani non vietano di per sé l'imposizione della pena di morte, ma stabiliscono limitazioni e divieti specifici per quanto riguarda la sua applicazione.
"Per esempio, senza andare fino al punto di abolire la pena di morte, la Convenzione americana impone restrizioni intese a precisare rigorosamente la sua applicazione e la portata, al fine di ridurre l'applicazione della pena e provocare la sua graduale scomparsa.
"A questo proposito, la Commissione osserva che esiste una tendenza globale verso l'abolizione della pena di morte che si rende evidente nei recenti sviluppi in questa materia presso le Nazioni Unite, nei sistemi regionali per la protezione dei diritti umani e nel diritto penale internazionale."
Nel Rapporto, la Commissione evidenzia alcuni progressi relativi alla imposizione della pena di morte nella regione negli ultimi anni. Di particolare importanza sono stati i progressi relativi alla imposizione obbligatoria della pena di morte, vale a dire, quando questa è imposta dopo una condanna per un crimine senza la possibilità di presentare o considerare le circostanze attenuanti.
Come conseguenza dello sviluppo di standard inter-americani che hanno stabilito che la pena di morte viola la Convenzione Americana e la Dichiarazione Americana, nonché l'interazione tra gli organi inter-americani e gli organi giudiziari del Commonwealth Caraibico, tra gli altri fattori, sono stati compiuti progressi nella eliminazione dell'aspetto obbligatorio della pena di morte nella maggior parte dei paesi dei Caraibi.
La Commissione, organismo autonomo dell’OAS, ha detto di aspettarsi che ulteriori progressi vengano realizzati in questa direzione fino all’abrogazione della pena capitale in tutti i paesi della regione.
— FONTI
- (Fonti: CMC, 07/08/2012)
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