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BULGARIA

cinque infermiere bulgare che si trovano nel braccio della morte in Libia

cinque infermiere bulgare che si trovano nel braccio della morte in Libia

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cinque infermiere bulgare che si trovano nel braccio della morte in Libia per un controverso caso di infezione da AIDS stanno chiedendo un risarcimento per essere state torturate in carcere. Lo ha riferito la televisione di stato bulgara. L’avvocato libico delle infermiere, Othmane al-Bizanthi, ha detto alla televisione che ciascuna di loro sta chiedendo milioni di dinari (574.000 euro, 716.807 dollari) alle autorità libiche. L’avvocato ha detto che un processo nei confronti di 10 agenti di polizia accusati dalle donne di averle torturate inizierà in Libia il 25 gennaio. Le infermiere erano state condannate a morte, insieme ad un medico palestinese, nello scorso mese di maggio con l’accusa di aver infettato 380 bambini con il virus dell’AIDS e di aver causato la morte di altri 46 quando lavoravano nell’ospedale per bambini a Bendasi, nel nord della Libia. Durante il processo in maggio, dopo cinque anni di detenzione, i sei accusati si erano dichiarati non colpevoli. Due delle infermiere e il dottore hanno detto di aver confessato in seguto a torture. Esperti medici hanno testimoniato al processo che l’infezione da HIV è stata la conseguenza delle pessime condizioni igieniche dell’ospedale e che l’epidemia era già in corso prima che le infermiere arrivassero. La Libia, che ha un ordinamento basato sui codici italiani ed islamici, prevede come metodi di esecuzioni il plotone e l’impiccagione. L’ultima esecuzione è avvenuta 1997.
FONTI
  • (Fonti: Agence France Presse, 17/01/2005)