CINA: NUOVE REGOLE PER LA PROCURA
le nuove norme introdotte in Cina per le Procure aggiornano i criteri di revisione delle condanne
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le nuove norme introdotte in Cina per le Procure aggiornano i criteri di revisione delle condanne a morte, una misura finalizzata ad un maggiore controllo sull’applicazione della pena di morte.
Emesse dalla Procura Suprema del Popolo (SPP), le regole aggiornate, che specificano ulteriormente le condizioni di revisione dei casi capitali, sono state pubblicate ieri sul sito web www.jcrb.com, legato alla SPP.
In Cina, a partire dal 2007, solo la Corte Suprema del Popolo (SPC) ha il diritto di approvare le condanne a morte.
Secondo le nuove regole, durante la revisione di una condanna a morte, la Procura può inviare propri pareri alla Corte Suprema, inoltre se una condanna a morte risultasse errata nella revisione effettuata dalla Procura, quest’ultima deve informare la Corte Suprema. Se nuove prove fossero in grado di causare un cambiamento di sentenza, o venissero alla luce gravi violazioni delle procedure legali tali da aver distorto il giudizio, la Procura dovrà comunicarlo alla Corte Suprema. Se la corruzione o il furto riguardassero operatori giudiziari che gestiscono il caso, anche in questo caso la Procura deve richiamare l'attenzione della Corte Suprema.
Le nuove regole stabiliscono che la Procura possa rivedere condanne a morte, controllando documenti trasmessi dalla Corte Suprema, da procure di livello provinciale, oltre ad appelli scritti di imputati, loro familiari e avvocati. La Procura può anche chiedere ai procuratoti di livello provinciale di presentare documenti relativi ai casi, così come rivedere i file di casi, interrogare gli imputati e verificare le principali evidenze, in caso di necessità.
In Cina, a partire dal 2007, solo la Corte Suprema del Popolo (SPC) ha il diritto di approvare le condanne a morte.
Secondo le nuove regole, durante la revisione di una condanna a morte, la Procura può inviare propri pareri alla Corte Suprema, inoltre se una condanna a morte risultasse errata nella revisione effettuata dalla Procura, quest’ultima deve informare la Corte Suprema. Se nuove prove fossero in grado di causare un cambiamento di sentenza, o venissero alla luce gravi violazioni delle procedure legali tali da aver distorto il giudizio, la Procura dovrà comunicarlo alla Corte Suprema. Se la corruzione o il furto riguardassero operatori giudiziari che gestiscono il caso, anche in questo caso la Procura deve richiamare l'attenzione della Corte Suprema.
Le nuove regole stabiliscono che la Procura possa rivedere condanne a morte, controllando documenti trasmessi dalla Corte Suprema, da procure di livello provinciale, oltre ad appelli scritti di imputati, loro familiari e avvocati. La Procura può anche chiedere ai procuratoti di livello provinciale di presentare documenti relativi ai casi, così come rivedere i file di casi, interrogare gli imputati e verificare le principali evidenze, in caso di necessità.
— FONTI
- (Fonti: Xinhua, 24/11/2012)
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