CINA. GIUSTIZIATO PER UN OMICIDIO CHE NON AVEVA COMMESSO
Teng Xingshan è stato giustiziato nel 1989 per un omicidio che non aveva commesso.
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Teng Xingshan è stato giustiziato nel 1989 per un omicidio che non aveva commesso. Il giornale Yangcheng Evening News ha infatti riportato che Shi Xiaorong, la donna che si riteneva fosse stata uccisa, è viva e si trova in un villaggio del Guizhou.
Teng era stato riconosciuto colpevole nell’aprile 1987 dell’omicidio di Shi, che sarebbe avvenuto nello Hunan, ed è stato giustiziato nonostante affermasse di aver reso una falsa confessione sotto le torture della polizia.
Già nel 1993 la famiglia di Teng aveva saputo che Shi era viva e si trovava nel Guizhou, tuttavia ha impiegato anni per verificare l’informazione, né disponeva dei soldi necessari ad intraprendere la strada del riconoscimento di errore giudiziario.
Soltanto all’inizio del corrente mese i familiari sono riusciti a presentare, presso l’alta corte dello Hunan, una formale richiesta.
Da parte sua, Shi ha dichiarato di non aver mai conosciuto Teng, ed ha invitato la magistratura dello Hunan a riconoscere l’errore.
Con sempre più frequenza in Cina vengono alla luce casi di errori giudiziari, legati alle violenze fisiche e psicologiche esercitate dalla polizia sugli imputati al fine di estorcere false confessioni.
Teng era stato riconosciuto colpevole nell’aprile 1987 dell’omicidio di Shi, che sarebbe avvenuto nello Hunan, ed è stato giustiziato nonostante affermasse di aver reso una falsa confessione sotto le torture della polizia.
Già nel 1993 la famiglia di Teng aveva saputo che Shi era viva e si trovava nel Guizhou, tuttavia ha impiegato anni per verificare l’informazione, né disponeva dei soldi necessari ad intraprendere la strada del riconoscimento di errore giudiziario.
Soltanto all’inizio del corrente mese i familiari sono riusciti a presentare, presso l’alta corte dello Hunan, una formale richiesta.
Da parte sua, Shi ha dichiarato di non aver mai conosciuto Teng, ed ha invitato la magistratura dello Hunan a riconoscere l’errore.
Con sempre più frequenza in Cina vengono alla luce casi di errori giudiziari, legati alle violenze fisiche e psicologiche esercitate dalla polizia sugli imputati al fine di estorcere false confessioni.
— FONTI
- (Fonti: Afp, 15/06/2005)
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