CINA. EX POLIZIOTTO, “PRIGIONIERI GIUSTIZIATI PER PRELEVARE ORGANI”
un ex poliziotto di Pechino ha descritto i metodi usati dalle autorità cinesi per prelevare organi dai prigionieri giustiziati, riporta il sito australiano Abc.
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un ex poliziotto di Pechino ha descritto i metodi usati dalle autorità cinesi per prelevare organi dai prigionieri giustiziati, riporta il sito australiano Abc.
La testimonianza di Sun Liyong - ora residente in Australia - si riferisce agli anni ’80, periodo in cui prestava servizio nella capitale cinese.
“Prima di un’esecuzione, il Bureau di Pubblica Sicurezza si recava nel centro di detenzione per condurre test sul sangue dei condannati”, ha spiegato l’ex poliziotto.
“Per quanto ne so, all’epoca tutti gli organi venivano espiantati presso l’Ospedale dell’Amicizia di Pechino. Il Bureau di Pubblica Sicurezza della capitale avvertiva l’Ospedale che di lì a poco sarebbero stati giustiziati dei prigionieri. L’Ospedale mandava quindi un’ambulanza sul luogo dell’esecuzione, per caricare i cadaveri precedentemente chiusi in sacchi di plastica dai poliziotti”.
“La data e l’ora delle esecuzioni – spiega Sun – era determinata dalle richieste dei pazienti bisognosi di organi. Quando il corpo arrivava in ospedale, lo staff era già pronto per effettuare il prelievo di organi”.
Poche settimane fa, un’organizzazione canadese per i diritti umani ha denunciato che, a partire dal 2000, sono quasi 40.000 i trapianti effettuati con organi di praticanti del Falun Gong giustiziati in Cina.
Le autorità cinesi respingono ogni accusa.
La testimonianza di Sun Liyong - ora residente in Australia - si riferisce agli anni ’80, periodo in cui prestava servizio nella capitale cinese.
“Prima di un’esecuzione, il Bureau di Pubblica Sicurezza si recava nel centro di detenzione per condurre test sul sangue dei condannati”, ha spiegato l’ex poliziotto.
“Per quanto ne so, all’epoca tutti gli organi venivano espiantati presso l’Ospedale dell’Amicizia di Pechino. Il Bureau di Pubblica Sicurezza della capitale avvertiva l’Ospedale che di lì a poco sarebbero stati giustiziati dei prigionieri. L’Ospedale mandava quindi un’ambulanza sul luogo dell’esecuzione, per caricare i cadaveri precedentemente chiusi in sacchi di plastica dai poliziotti”.
“La data e l’ora delle esecuzioni – spiega Sun – era determinata dalle richieste dei pazienti bisognosi di organi. Quando il corpo arrivava in ospedale, lo staff era già pronto per effettuare il prelievo di organi”.
Poche settimane fa, un’organizzazione canadese per i diritti umani ha denunciato che, a partire dal 2000, sono quasi 40.000 i trapianti effettuati con organi di praticanti del Falun Gong giustiziati in Cina.
Le autorità cinesi respingono ogni accusa.
— FONTI
- (Fonti: www.abc.net.au, 25/07/2006)
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