CINA. CORTE SUPREMA: DIMINUISCONO CONDANNE A MORTE
il numero di condanne a morte comminate in Cina nel 2006 e' il piu' basso degli ultimi dieci anni e
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il numero di condanne a morte comminate in Cina nel 2006 Eè il piu' basso degli ultimi dieci anni e un’ulteriore riduzione si verifichera' nell'anno in corso, ha detto in un'intervista Jiang Xingchang, vicepresidente della Corte Suprema cinese.
Dal primo gennaio di quest’anno tutte le condanne alla pena capitale devono infatti essere confermate dalla Corte Suprema, cosa che, secondo avvocati e giudici cinesi, porterà inevitabilmente ad una loro netta diminuzione.
'Tra i casi esaminati tra gennaio e luglio - sostiene Jiang nell'intervista pubblicata dal settimanale Outlook - quelli non approvati dalla Corte Suprema rappresentano una proporzione relativamente alta'. Il magistrato non ha menzionato alcuna cifra, considerato che in Cina il numero delle condanne a morte costituisce un segreto di Stato. Jiang ha affermato che se la Corte Suprema non avesse l' ultima parola molte condanne sarebbero state approvate dai Tribunali Provinciali, piu' inclini a comminare la pena capitale.
'La nostra politica - sostiene il vicepresidente - Eè quella di mantenere la pena di morte ma di controllarne severamente l' applicazione, di usare cautela nel comminarla'. In Cina, dove l'opinione pubblica Eè tradizionalmente favorevole alle punizioni 'severe', hanno fatto scalpore un paio di casi, emersi nel 2005 e 2006, nei quali Eè risultato chiaro che i condannati a morte erano innocenti.
Dal primo gennaio di quest’anno tutte le condanne alla pena capitale devono infatti essere confermate dalla Corte Suprema, cosa che, secondo avvocati e giudici cinesi, porterà inevitabilmente ad una loro netta diminuzione.
'Tra i casi esaminati tra gennaio e luglio - sostiene Jiang nell'intervista pubblicata dal settimanale Outlook - quelli non approvati dalla Corte Suprema rappresentano una proporzione relativamente alta'. Il magistrato non ha menzionato alcuna cifra, considerato che in Cina il numero delle condanne a morte costituisce un segreto di Stato. Jiang ha affermato che se la Corte Suprema non avesse l' ultima parola molte condanne sarebbero state approvate dai Tribunali Provinciali, piu' inclini a comminare la pena capitale.
'La nostra politica - sostiene il vicepresidente - Eè quella di mantenere la pena di morte ma di controllarne severamente l' applicazione, di usare cautela nel comminarla'. In Cina, dove l'opinione pubblica Eè tradizionalmente favorevole alle punizioni 'severe', hanno fatto scalpore un paio di casi, emersi nel 2005 e 2006, nei quali Eè risultato chiaro che i condannati a morte erano innocenti.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 03/09/2007)
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