CARCERI: NESSUNO TOCCHI CAINO, CONSULTA SU 41-BIS ANCORA UNA VOLTA FARO DEL DIRITTO
I dirigenti dell’associazione Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia, Segretario, Rita Bernardini Presidente e Elisabetta Zamparutti, Tesoriere in merito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto per i

I dirigenti dell’associazione Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia, Segretario, Rita Bernardini Presidente e Elisabetta Zamparutti, Tesoriere in merito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto per i detenuti in 41-bis di cuocere cibi perché privo di giustificazione e meramente afflittivo, come tale contrario agli articoli 3 e 27 della Costituzione, hanno dichiarato:
“È una sentenza bellissima perché fa entrare un senso di umanità nelle celle dei reclusi al 41-bis. Per noi, questa sentenza della Corte Costituzionale è come un argine a quell’ondata di misure afflittive che negli anni si è riversata su di loro in nome della sicurezza, ma che ben poco hanno a che fare con questa, essendo piuttosto volte ad infliggere sofferenze fisiche e psichiche volte ad indurli alla collaborazione.
Ancora una volta – hanno detto gli esponenti di Nessuno tocchi Caino – ci riconosciamo in questa Corte Costituzionale ed in essa riponiamo la nostra massima fiducia nell’adeguamento del nostro ordinamento alla finalità rieducativa della pena e al rispetto della dignità umana. Vogliamo anche esprimere – hanno concluso Bernardini, D’Elia e Zamparutti – tutta la nostra stima al magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, che ha sollevato questione di illegittimità costituzionale su questo aspetto del regime detentivo del 41 bis.”
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