CARCERE. NESSUNO TOCCHI CAINO: IN SICILIA SITUAZIONE DI ABBANDONO CICLO DI VISITE CON IL MOVIMENTO ITALIANO DIRITTI DETENUTI
Una conferenza stampa al carcere dell'Ucciardone di Palermo ha chiuso oggi il ciclo di visite negli istituti penitenziari siciliani promosso da Nessuno Tocchi Caino e dal Movimento italiano diritti detenuti, nel decennale della scomparsa di Marco Pannella. Il programma ha toccato gli istituti di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Palermo Pagliarelli e Palermo Ucciardone, con incontri pubblici a Marsala, Canicattì e Favara. Nel corso delle visite, le delegazioni hanno incontrato la comunità penitenziaria, raccogliendo testimonianze ed elementi sulle condizioni di vita e di lavoro all'interno degli istituti, sulle principali criticità del sistema e sulle prospettive di tutela dei diritti e di reinserimento sociale. Dopo la visita all'Ucciardone, alla conferenza stampa di oggi hanno partecipato, tra gli altri: Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino; Sergio D'Elia, segretario di NESSUNO TOCCHI CAINO; Giulia Troncatti, fondatrice del Movimento italiano diritti detenuti. "Le visite negli istituti siciliani hanno confermato quanto sia necessario rendere la realtà penitenziaria meno invisibile e più permeabile alla società", ha affermato Troncatti. "Come Movimento vogliamo trasformare l'ascolto in percorsi di formazione, lavoro e reinserimento, che siano al tempo stesso strumenti di dignità per chi li percorre e di sicurezza per l'intera collettività - ha aggiunto -. La dignità delle persone detenute e di chi opera negli istituti penitenziari riguarda il nucleo della vita democratica dell'intero Paese".
Per i dirigenti di NESSUNO TOCCHI CAINO "il combinato disposto del sovraffollamento carcerario, della carenza di personale e del caldo soffocante trasforma la pena in una punizione corporale". "Le carceri che abbiamo visitato - hanno evidenziato - versano in condizioni di abbandono che è la cifra di uno Stato che, anziché garantire la legalità, finisce per violarla esso stesso. Quando migliaia di persone sono costrette a vivere ammassate in celle prive dello spazio e delle condizioni minime di dignità e quando la Polizia penitenziaria è lasciata ad affrontare un'emergenza permanente con organici insufficienti, non siamo più di fronte a criticità episodiche ma al fallimento politico - hanno continuato -. Non servono parole di circostanza: servono provvedimenti immediati per ridurre il sovraffollamento e restituire legalità, dignità e sicurezza agli istituti penitenziari". In conferenza stampa è stata rilanciata l'urgenza di "mantenere alta l'attenzione sulle condizioni degli istituti e sul sovraffollamento". Al centro "la necessità di rafforzare il dialogo tra amministrazione penitenziaria, istituzioni, associazioni e società civile".
"Se non esplodono le carceri è per il senso di responsabilità dei detenuti, non delle organizzazioni criminali o della mafia", ha detto Sergio D'Elia, replicando alle parole del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia.
"Non c'è il controllo della mafia", ha aggiunto. Il segretario ha tracciato un quadro drammatico dell'Ucciardone, definendolo "un carcere totalmente fuori legge, una struttura anacronistica che va semplicemente chiusa". "Non c'è il rispetto minimo rispetto della dignità umana di chi è privato della libertà, ma anche della dignità e dei diritti del personale della polizia penitenziaria. Regna l'immondizia, in alcuni casi mancano persino gli sgabelli per potersi sedere a mangiare un pasto", ha concluso.
- (Fonti: DIRE, ANSA, 24/07/2026)
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