CANADA: ESTRADATO IN CINA RISCHIA PENA DI MORTE
un uomo d’affari cinese richiedente asilo è stato estradato dal Canada in
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un uomo d’affari cinese richiedente asilo è stato estradato dal Canada in Cina, dove è accusato di frode, nonostante lì rischi torture e condanna a morte, denuncia il suo avvocato difensore, Daniel Kingwell.
Le autorità canadesi hanno condotto Han Lin Zeng, 65 anni, all’aeroporto e lo hanno messo su un volo per la Cina appena poche ore dopo che un giudice federale aveva negato la sospensione della procedura di rimpatrio.
Nella sua decisione, il giudice Richard Boivin ha valutato non esserci le ragioni per compiere lo “straordinario” passo di sospendere il trasferimento di Zeng. Le paure di Zeng – sostiene il giudice – sono esagerate.
“Gli argomenti del ricorrente rappresentano delle congetture, non essendo evidente che tortura e pena di morte possano essere ragionevolmente attesi in questo caso”, ha scritto il giudice.
Per quattro anni Zeng ha risieduto illegalmente in Canada, poi ha presentato richiesta d’asilo nel 2004 a Toronto, tuttavia la commissione per la concessione dell’asilo ha respinto la sua richiesta alla luce delle accuse mosse in Cina contro di lui.
L’avvocato Kingwell sostiene che il rischio di esecuzione sia reale e che il Canada abbia fallito nella protezione contro questo rischio.
“Il Canada non ha chiesto alcuna garanzia che Zeng non sarà giustiziato, nonostante le indiscusse opinioni degli esperti dicano il contrario. Siamo molto preoccupati”, ha detto l’avvocato.
Le autorità canadesi sostengono invece che Zeng, in caso di condanna, subirà una pena detentiva, mentre il rischio di torture o esecuzione è molto remoto.
Il giudice Bovin ha quindi dato ragione al governo, evidenziano che in Cina l’accusa di frode nei confronti di Zeng non comporta la condanna a morte.
Le autorità canadesi hanno condotto Han Lin Zeng, 65 anni, all’aeroporto e lo hanno messo su un volo per la Cina appena poche ore dopo che un giudice federale aveva negato la sospensione della procedura di rimpatrio.
Nella sua decisione, il giudice Richard Boivin ha valutato non esserci le ragioni per compiere lo “straordinario” passo di sospendere il trasferimento di Zeng. Le paure di Zeng – sostiene il giudice – sono esagerate.
“Gli argomenti del ricorrente rappresentano delle congetture, non essendo evidente che tortura e pena di morte possano essere ragionevolmente attesi in questo caso”, ha scritto il giudice.
Per quattro anni Zeng ha risieduto illegalmente in Canada, poi ha presentato richiesta d’asilo nel 2004 a Toronto, tuttavia la commissione per la concessione dell’asilo ha respinto la sua richiesta alla luce delle accuse mosse in Cina contro di lui.
L’avvocato Kingwell sostiene che il rischio di esecuzione sia reale e che il Canada abbia fallito nella protezione contro questo rischio.
“Il Canada non ha chiesto alcuna garanzia che Zeng non sarà giustiziato, nonostante le indiscusse opinioni degli esperti dicano il contrario. Siamo molto preoccupati”, ha detto l’avvocato.
Le autorità canadesi sostengono invece che Zeng, in caso di condanna, subirà una pena detentiva, mentre il rischio di torture o esecuzione è molto remoto.
Il giudice Bovin ha quindi dato ragione al governo, evidenziano che in Cina l’accusa di frode nei confronti di Zeng non comporta la condanna a morte.
— FONTI
- (Fonti: www.metronews.ca, 17/02/2011)
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