Associazioni internazionali per i diritti umani e membri...
Associazioni internazionali per i diritti umani e membri del parlamento britannico hanno espresso preoccupazione per il fatto che due cittadini britannici accusati di aver organizzato un'azione dinamitarda in Arabia Saudita siano stati segretamente
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Associazioni internazionali per i diritti umani e membri del parlamento britannico hanno espresso preoccupazione per il fatto che due cittadini britannici accusati di aver organizzato un'azione dinamitarda in Arabia Saudita siano stati segretamente condannati a lunghe pene detentive.
La Gran Bretagna ora sta presentando una condanna più forte rispetto a questo "debole" approccio diplomatico riguardo alla questione, e sembra che stia presentando delle prove del fatto che gli uomini sono stati torturati perché confessassero i crimini.
James Lee e James Cottle sono stati condannati a 18 anni di carcere. I due fanno parte di un gruppo di sette occidentali, cinque dei quali britannici, accusati di una serie di attacchi contro obiettivi occidentali nel 2000. Notizie non confermate dicono che un altro cittadino britannico, Sandy Mitchell, è stato condannato a morte. I loro avvocati hanno detto che il processo legale è ancora in corso.
Da quando sono stati arrestati, gli uomini sono stati torturati, costretti a rilasciare delle confessioni e tenuti in isolamento per lunghi periodi. All'inizio ai prigionieri è stato negato di poter incontrare gli avvocati e i rappresentanti diplomatici. Funzionari del Foreign Office hanno emesso alcuni comunicati sulla questione riguardanti l'attività diplomatica dietro le quinte. Sono stati rivolti degli appelli al massimo livello e Tony Blair ha mandato due inviati del Foreign Office - il ministro Liz Symons e il funzionario John Sawers - a Riadh per negoziare il rilascio dei prigionieri. Tuttavia, con un grande affronto nei confronti delle azioni diplomatiche britanniche, i giudici sauditi hanno emesso le condanne nel 2001, ma le hanno comunicate al Foreign Office solo nell'aprile 2002.
Il governo è accusato di aver sacrificato gli interessi dei prigionieri per mantenere delle buone relazioni con un alleato chiave occidentale. Le relazioni con l'Arabia Saudita sono dicentate cruciali nella preparazione di un attacco all'Iraq, con gli americani che tendono ad assicurarsi l'utilizzo delle basi saudite. "La Gran Bretagna dovrebbe agire con più pressioni nelle relazioni con l'Arabia Saudita", ha detto il portavoce di Amnesty International Michael Siva. "Sembra che questi uomini siano stati convenientemente ignorati".
La Gran Bretagna ora sta presentando una condanna più forte rispetto a questo "debole" approccio diplomatico riguardo alla questione, e sembra che stia presentando delle prove del fatto che gli uomini sono stati torturati perché confessassero i crimini.
James Lee e James Cottle sono stati condannati a 18 anni di carcere. I due fanno parte di un gruppo di sette occidentali, cinque dei quali britannici, accusati di una serie di attacchi contro obiettivi occidentali nel 2000. Notizie non confermate dicono che un altro cittadino britannico, Sandy Mitchell, è stato condannato a morte. I loro avvocati hanno detto che il processo legale è ancora in corso.
Da quando sono stati arrestati, gli uomini sono stati torturati, costretti a rilasciare delle confessioni e tenuti in isolamento per lunghi periodi. All'inizio ai prigionieri è stato negato di poter incontrare gli avvocati e i rappresentanti diplomatici. Funzionari del Foreign Office hanno emesso alcuni comunicati sulla questione riguardanti l'attività diplomatica dietro le quinte. Sono stati rivolti degli appelli al massimo livello e Tony Blair ha mandato due inviati del Foreign Office - il ministro Liz Symons e il funzionario John Sawers - a Riadh per negoziare il rilascio dei prigionieri. Tuttavia, con un grande affronto nei confronti delle azioni diplomatiche britanniche, i giudici sauditi hanno emesso le condanne nel 2001, ma le hanno comunicate al Foreign Office solo nell'aprile 2002.
Il governo è accusato di aver sacrificato gli interessi dei prigionieri per mantenere delle buone relazioni con un alleato chiave occidentale. Le relazioni con l'Arabia Saudita sono dicentate cruciali nella preparazione di un attacco all'Iraq, con gli americani che tendono ad assicurarsi l'utilizzo delle basi saudite. "La Gran Bretagna dovrebbe agire con più pressioni nelle relazioni con l'Arabia Saudita", ha detto il portavoce di Amnesty International Michael Siva. "Sembra che questi uomini siano stati convenientemente ignorati".
— FONTI
- (Fonti: Observer, 28/04/2002)
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