ARABIA SAUDITA: L’ONDATA DI ESECUZIONI PROSEGUE, ALTRI QUATTRO DECAPITATI PER TRAFFICO DI DROGA
l’Arabia Saudita ha decapitato quattro cittadini della stessa famiglia nella città di Najran per traffico di droga, alimentando ulteriormente l’ondata di esecuzioni nel Paese dalla fine del Ramadan.
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l’Arabia Saudita ha decapitato quattro cittadini della stessa famiglia nella città di Najran per traffico di droga, alimentando ulteriormente l’ondata di esecuzioni nel Paese dalla fine del Ramadan.
I quattro uomini giustiziati – i fratelli Hadi bin Saleh Abdullah al-Mutlaq e Awad bin Saleh Abdullah al-Mutlaq e i fratelli Mufrih bin Jaber Zayd al-Yami e Ali bin Jaber Zayd al-Yami – sono stati riconosciuti colpevoli di aver contrabbandato “una grande quantità di hashish” nel Regno, ha detto il Ministero dell’Interno in un comunicato diffuso dalla Saudi Press Agency. Il Ministero degli Interni ha aggiunto che Re Abdullah è “particolarmente coinvolto nella lotta alla droga a causa del suo grande danno per gli individui e la società”.
I quattro sono stati arrestati e detenuti da membri della Direzione Generale delle Indagini del Ministero degli Interni (conosciuto come al-Mabahith) in diverse occasioni dopo il loro presunto reato nel 2007, ha denunciato Amnesty International. Sarebbero stati torturati durante gli interrogatori, subendo anche percosse e privazione del sonno, al fine di estorcere false confessioni. Poi sono stati processati e condannati a morte in gran parte sulla base di queste “confessioni”.
Secondi i conteggi sia dell’Associated Press sia dell’Agence France Presse, sarebbero almeno 32 le persone giustiziate quest’anno nel Regno saudita, mentre sarebbero almeno 34 secondo Amnesty International.
In Arabia Saudita c’è stato un aumento delle esecuzioni a partire dalla fine del Ramadan il 28 luglio, con 17 esecuzioni annunciate tra il 4 e il 18 agosto, rispetto alle 17 effettuate tra gennaio e luglio 2014.
I quattro uomini giustiziati – i fratelli Hadi bin Saleh Abdullah al-Mutlaq e Awad bin Saleh Abdullah al-Mutlaq e i fratelli Mufrih bin Jaber Zayd al-Yami e Ali bin Jaber Zayd al-Yami – sono stati riconosciuti colpevoli di aver contrabbandato “una grande quantità di hashish” nel Regno, ha detto il Ministero dell’Interno in un comunicato diffuso dalla Saudi Press Agency. Il Ministero degli Interni ha aggiunto che Re Abdullah è “particolarmente coinvolto nella lotta alla droga a causa del suo grande danno per gli individui e la società”.
I quattro sono stati arrestati e detenuti da membri della Direzione Generale delle Indagini del Ministero degli Interni (conosciuto come al-Mabahith) in diverse occasioni dopo il loro presunto reato nel 2007, ha denunciato Amnesty International. Sarebbero stati torturati durante gli interrogatori, subendo anche percosse e privazione del sonno, al fine di estorcere false confessioni. Poi sono stati processati e condannati a morte in gran parte sulla base di queste “confessioni”.
Secondi i conteggi sia dell’Associated Press sia dell’Agence France Presse, sarebbero almeno 32 le persone giustiziate quest’anno nel Regno saudita, mentre sarebbero almeno 34 secondo Amnesty International.
In Arabia Saudita c’è stato un aumento delle esecuzioni a partire dalla fine del Ramadan il 28 luglio, con 17 esecuzioni annunciate tra il 4 e il 18 agosto, rispetto alle 17 effettuate tra gennaio e luglio 2014.
— FONTI
- (Fonti: AFP / AP / AI, 18 / 08/2014)
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