ARABIA SAUDITA: GIOVANE SALVO GRAZIE A PREZZO DEL SANGUE
un giornale saudita ha reso noto che, in Arabia Saudita, uno sconosciuto benefattore degli Emirati Arabi
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un giornale saudita ha reso noto che, in Arabia Saudita, uno sconosciuto benefattore degli Emirati Arabi Uniti ha donato più di 4 milioni di dollari per salvare dall’esecuzione un presunto killer adolescente saudita, permettendo al ragazzo di ritornare dalla propria famiglia, dopo diversi anni di detenzione scontati in attesa dell’esecuzione.
Il quotidiano arabo “Sharq” ha anche riportato che la famiglia di Faisal al Ruwaili, nella città settentrionale di Jouf, è riuscita a raccogliere circa 540.000 dollari, ed ha anche ricevuto versamenti effettuati su uno speciale conto bancario istituito per le donazioni.
La famiglia della vittima aveva infatti chiesto come “diya”, il prezzo del sangue, 20 milioni di Riyal sauditi, spingendo così la famiglia dell’accusato a chiedere aiuto.
Secondo Sharq “Un benefattore degli Emirati Arabi Uniti ha donato più di 16 milioni di Riyal che sono serviti a chiudere il conto, che ha così raggiunto la somma chiesta dai familiari della vittima. Questa persona non ha voluto rendere noto il proprio nome e alcune fonti ritengono trattarsi di una donna”.
Il quotidiano si è dichiarato “molto lieto di poter comunicare la buona notizia alla famiglia di Faisal e si augura che Dio onnipotente protegga questa persona, chiunque essa sia”.
Faisal doveva essere giustiziato il 25 ottobre ma i parenti della vittima hanno accettato di concedere sette mesi di proroga per pagare la diya, grazie anche alla mediazione del principe Khaled al Faisal, membro della famiglia reale.
Ruwaili ha già trascorso diversi anni di prigionia nella città di La Mecca, accusato di aver ucciso un compagno di scuola durante una colluttazione.
Sharq non ha rivelato l’età di Faisal, dichiarando che il ragazzo è l’unico sostegno su cui la sua famiglia, che comprende quattro sorelle, può contare.
Il quotidiano arabo “Sharq” ha anche riportato che la famiglia di Faisal al Ruwaili, nella città settentrionale di Jouf, è riuscita a raccogliere circa 540.000 dollari, ed ha anche ricevuto versamenti effettuati su uno speciale conto bancario istituito per le donazioni.
La famiglia della vittima aveva infatti chiesto come “diya”, il prezzo del sangue, 20 milioni di Riyal sauditi, spingendo così la famiglia dell’accusato a chiedere aiuto.
Secondo Sharq “Un benefattore degli Emirati Arabi Uniti ha donato più di 16 milioni di Riyal che sono serviti a chiudere il conto, che ha così raggiunto la somma chiesta dai familiari della vittima. Questa persona non ha voluto rendere noto il proprio nome e alcune fonti ritengono trattarsi di una donna”.
Il quotidiano si è dichiarato “molto lieto di poter comunicare la buona notizia alla famiglia di Faisal e si augura che Dio onnipotente protegga questa persona, chiunque essa sia”.
Faisal doveva essere giustiziato il 25 ottobre ma i parenti della vittima hanno accettato di concedere sette mesi di proroga per pagare la diya, grazie anche alla mediazione del principe Khaled al Faisal, membro della famiglia reale.
Ruwaili ha già trascorso diversi anni di prigionia nella città di La Mecca, accusato di aver ucciso un compagno di scuola durante una colluttazione.
Sharq non ha rivelato l’età di Faisal, dichiarando che il ragazzo è l’unico sostegno su cui la sua famiglia, che comprende quattro sorelle, può contare.
— FONTI
- (Fonti: Emirates247.com, 26/10/2011)
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