Amnesty International, nel suo rapporto 2005...
Amnesty International, nel suo rapporto 2005...
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Amnesty International, nel suo rapporto 2005, ha denunciato la presenza, in Sudan, di minori ‘condannati a morte’ in violazione di quattro trattati internazionali sui diritti umani che proibiscono che dei minorenni vengano condannati a morte o giustiziati.
Un indagine dell’IPS non è stata capace di ottenere prove che dimostrino l’esecuzioni di minori in Sudan, neanche per i quattro ragazzi citati da Amnesty.
Questo è dovuto al fatto che, come detto dai funzionari sudanesi, i minori possono essere ‘condannati’ a morte, ma di fatto non vengono giustiziati.
In appello, se viene provato che sono minorenni, o vengono rilasciati sotto custodia dei genitori o la condanna viene ridotta.
Ghazi Suleiman, un avvocato riconosciuto come il padrino dei diritti umani in Sudan, ha passato la maggior parte della sua carriera dentro e fuori la prigione per condannare l’abuso dei diritti. Inoltre ha sostenuto il codice legale sudanese, lamentando che il Sudan non è governato dalla Sharia ma dalla Legge Britannica, un’eredità della colonizzazione finita nel 1956. Infatti, il codice penale del Sudan ha 185 sezioni ma solo quattro, che riguardano le pene per omicidio, adulterio e furto, sono islamizzate.
“In tutta la mia vita professionale, non ho mai visto un caso in cui un giovane sia stato giustiziato,” ha detto Ghazi Suleiman. “Noi non abbiamo la legge islamica.”
Ghazi Suleiman attualmente sta difendendo un gruppo di uomini del sud del paese per la presunta accusa di aver istigato una rivolta a maggio 2005 in cui sono morti 14 poliziotti e 20 civili. Tra gli imputati ci sono tre ragazzi sotto i 18 anni, che Ghazi ha detto essere stati rilasciati in custodia ai genitori subito dopo che la loro età è stata provata.
Un indagine dell’IPS non è stata capace di ottenere prove che dimostrino l’esecuzioni di minori in Sudan, neanche per i quattro ragazzi citati da Amnesty.
Questo è dovuto al fatto che, come detto dai funzionari sudanesi, i minori possono essere ‘condannati’ a morte, ma di fatto non vengono giustiziati.
In appello, se viene provato che sono minorenni, o vengono rilasciati sotto custodia dei genitori o la condanna viene ridotta.
Ghazi Suleiman, un avvocato riconosciuto come il padrino dei diritti umani in Sudan, ha passato la maggior parte della sua carriera dentro e fuori la prigione per condannare l’abuso dei diritti. Inoltre ha sostenuto il codice legale sudanese, lamentando che il Sudan non è governato dalla Sharia ma dalla Legge Britannica, un’eredità della colonizzazione finita nel 1956. Infatti, il codice penale del Sudan ha 185 sezioni ma solo quattro, che riguardano le pene per omicidio, adulterio e furto, sono islamizzate.
“In tutta la mia vita professionale, non ho mai visto un caso in cui un giovane sia stato giustiziato,” ha detto Ghazi Suleiman. “Noi non abbiamo la legge islamica.”
Ghazi Suleiman attualmente sta difendendo un gruppo di uomini del sud del paese per la presunta accusa di aver istigato una rivolta a maggio 2005 in cui sono morti 14 poliziotti e 20 civili. Tra gli imputati ci sono tre ragazzi sotto i 18 anni, che Ghazi ha detto essere stati rilasciati in custodia ai genitori subito dopo che la loro età è stata provata.
— FONTI
- (Fonti: www.mg.co.za, 31/05/2006)
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