Amnesty International ha detto che, tra il 2 e il 4...
Amnesty International ha detto che, tra il 2 e il 4 novembre, truppe governative del Burundi hanno massacrato almeno 93 civili, nella provincia di Bujumbura Rural, apparentemente come risposta ad un attacco ribelle avvenuto il giorno prima a un veicolo
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Amnesty International ha detto che, tra il 2 e il 4 novembre, truppe governative del Burundi hanno massacrato almeno 93 civili, nella provincia di Bujumbura Rural, apparentemente come risposta ad un attacco ribelle avvenuto il giorno prima a un veicolo dell'esercito.
"Alcuni civili sono stati uccisi mentre erano a lavoro nei campi, mentre altri, che si erano rifugiati nelle loro case avendo sentito gli spari, sono stati colpiti a morte con le baionette," ha detto Amnesty.
Le forze del governo hanno inoltre giustiziato almeno 31 civili disarmati il 25 ottobre, ha dichiarato Amnesty.
Il conflitto tra i ribelli di etnia Hutu e l'esercito dei dominatori Tutsi ha causato la morte di più di 200.000 persone, la maggior parte dei quali civili, e ha acceso una crisi umanitaria largamente ignorata in Occidente.
Il brutale conflitto etnico del Burundi tra la maggioranza Hutu e la minoranza Tutsi, è iniziato nel 1993 quando degli estremisti Tutsi assassinarono il presidente hutu Melchior Ndadaye, il primo presidente del paese eletto democraticamente.
Lo scontro ha avuto una escalation nelle ultime due settimane, fino alla installazione di un nuovo governo con lo scopo di spartire il potere tra i due gruppi etnici, il primo stadio di un piano triennale di pace teso a stabilizzare il paese lacerato dalla guerra.
I due maggiori gruppi ribelli hutu, però, dicono di non essere stati coinvolti nelle trattative di pace che hanno portato alla creazione del nuovo governo e quindi si rifiutano di riconoscerne l'autorità.
"Alcuni civili sono stati uccisi mentre erano a lavoro nei campi, mentre altri, che si erano rifugiati nelle loro case avendo sentito gli spari, sono stati colpiti a morte con le baionette," ha detto Amnesty.
Le forze del governo hanno inoltre giustiziato almeno 31 civili disarmati il 25 ottobre, ha dichiarato Amnesty.
Il conflitto tra i ribelli di etnia Hutu e l'esercito dei dominatori Tutsi ha causato la morte di più di 200.000 persone, la maggior parte dei quali civili, e ha acceso una crisi umanitaria largamente ignorata in Occidente.
Il brutale conflitto etnico del Burundi tra la maggioranza Hutu e la minoranza Tutsi, è iniziato nel 1993 quando degli estremisti Tutsi assassinarono il presidente hutu Melchior Ndadaye, il primo presidente del paese eletto democraticamente.
Lo scontro ha avuto una escalation nelle ultime due settimane, fino alla installazione di un nuovo governo con lo scopo di spartire il potere tra i due gruppi etnici, il primo stadio di un piano triennale di pace teso a stabilizzare il paese lacerato dalla guerra.
I due maggiori gruppi ribelli hutu, però, dicono di non essere stati coinvolti nelle trattative di pace che hanno portato alla creazione del nuovo governo e quindi si rifiutano di riconoscerne l'autorità.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 15/11/2001)
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