Amnesty International ha accusato il governo sudanese...
Amnesty International ha accusato il governo sudanese di tenere in custodia centinaia di persone senza accuse e senza permettergli assistenza legale
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Amnesty International ha accusato il governo sudanese di tenere in custodia centinaia di persone senza accuse e senza permettergli assistenza legale.
Il Sudan si sta preparando per fare altri processi legati agli attentati di Kartum del 10 maggio dal JEM (il Movimento Ribelle di Uguaglianza e Giustizia).
Amnesty ha definito i processi una “commedia”. Tawanda Hondora, vice direttore di Amnesty per l’Africa, ha detto: “La preoccupazione di Amnesty è principalmente legata al fatto che molti di quelli portati davanti alla corte sono stati presumibilmente torturati e forzati a confessare. E, in alcuni casi, parte delle prove presentate alla corte sono state ottenute attraverso tortura. Inoltre ad alcuni di loro non è stato permesso di vedere i loro avvocati; in molti casi hanno incontrato il loro avvocato (per la prima volta) il giorno dell’udienza”.
Amnesty sostiene che i processi non rispettano gli standard internazionali di giustizia. Inoltre vuole che le corti investighino sulle affermazioni degli imputati e dei loro legali circa le torture subite.
Amnesty inoltre sostiene che i luoghi in cui sono molti degli imputati, forse centinaia, sono sconosciuti. “Non stiamo dicendo che non dovrebbero processare le persone contro cui ci sono prove sufficienti. Non è ciò che stiamo dicendo. Quello che diciamo è che per procedere devono avere informazioni credibili, che non si ottengono con la tortura. E ancora più importante, le corti deve avere delle basi legali e non devono, in nessun caso, emettere condanne a morte,” ha detto Hondora, che ha aggiunto che non è arrivata alcuna risposta dal governo sudanese.
Il Sudan si sta preparando per fare altri processi legati agli attentati di Kartum del 10 maggio dal JEM (il Movimento Ribelle di Uguaglianza e Giustizia).
Amnesty ha definito i processi una “commedia”. Tawanda Hondora, vice direttore di Amnesty per l’Africa, ha detto: “La preoccupazione di Amnesty è principalmente legata al fatto che molti di quelli portati davanti alla corte sono stati presumibilmente torturati e forzati a confessare. E, in alcuni casi, parte delle prove presentate alla corte sono state ottenute attraverso tortura. Inoltre ad alcuni di loro non è stato permesso di vedere i loro avvocati; in molti casi hanno incontrato il loro avvocato (per la prima volta) il giorno dell’udienza”.
Amnesty sostiene che i processi non rispettano gli standard internazionali di giustizia. Inoltre vuole che le corti investighino sulle affermazioni degli imputati e dei loro legali circa le torture subite.
Amnesty inoltre sostiene che i luoghi in cui sono molti degli imputati, forse centinaia, sono sconosciuti. “Non stiamo dicendo che non dovrebbero processare le persone contro cui ci sono prove sufficienti. Non è ciò che stiamo dicendo. Quello che diciamo è che per procedere devono avere informazioni credibili, che non si ottengono con la tortura. E ancora più importante, le corti deve avere delle basi legali e non devono, in nessun caso, emettere condanne a morte,” ha detto Hondora, che ha aggiunto che non è arrivata alcuna risposta dal governo sudanese.
— FONTI
- (Fonti: VOA News, 18/08/2008)
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