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MALESIA

Alle 539 persone condannate a morte per impiccagione...

Alle 539 persone condannate a morte per impiccagione dal 1957 a oggi, tra cui 313 musulmani, sono stati accordati i loro diritti religiosi prima e dopo l'esecuzione della condanna, ha detto il Vice Ministro dell'Interno Datuk Wainal Abidin Zin

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Alle 539 persone condannate a morte per impiccagione dal 1957 a oggi, tra cui 313 musulmani, sono stati accordati i loro diritti religiosi prima e dopo l'esecuzione della condanna, ha detto il Vice Ministro dell'Interno Datuk Wainal Abidin Zin. Egli ha detto che i condannati hanno potuto incontrare un consigliere spirituale della propria religione prima e nel giorno dell'impiccagione.
"Dopo l'esecuzione della sentenza, il cadavere � portato via dal personale della prigione o dai famigliari, secondo quanto stabilito dalle pratiche religiose del criminale", ha detto.
Stava rispondendo a una domanda di Muhammad Mustafa (Keadilan-Peringat) che gli chiedeva come si svolgono le esecuzioni.
"Dopo la lettura della sentenza, a un criminale musulmano, per esempio, � concesso di vedere i famigliari e un consigliere spirituale.
Il giorno dell'esecuzione, il consigliere spirituale pu� incontrare di nuovo il criminale per assicurarsi che egli pronunci le preghiere di rito.
Il criminale pronuncia le preghiere e dopo l'esecuzione i funzionari della prigione presenti possono leggere l'al-fatihah e pregare insieme al consigliere spirituale, ha detto.
Muhamad quindi ha chiesto cosa pensa il governo riguardo al fatto che la condanna a morte per impiccagione � una legge inglese e non una legge di Allah.
Zainal ha cos� risposto: "Non bisogna dimenticare che anche paesi islamici come il Pakistan e i paesi del Medioriente compiono queste esecuzioni. Non abbiamo intenzione di modificare questa pratica".
FONTI
  • (Fonti: NEW STRAITS TIMES 24/10/2002)