Akwasi Osei-Adjei, Ministro degli Esteri...
Akwasi Osei-Adjei, Ministro degli Esteri...
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Akwasi Osei-Adjei, Ministro degli Esteri, dell’Integrazione regionale e NEPAD del Ghana, ha confermato l’esecuzione di quattro cittadini ghanesi in Libia. Due di loro, Kojo Blankson e Samuel Ayi Ayitey, condannati, rispettivamente, per l’omicidio di un libico e di un senegalese, sono stati giustiziati il 16 febbraio 2008. Gli altri due, Charles Ansah e Asare Bediako, sono stati giustiziati il 22 gennaio per coinvolgimento nell’omicidio del cittadino libico. Osei-Adjei ha dichiarato che gli sforzi fatti dal governo ghanese per assicurare il rinvio delle esecuzioni sono stati inutili. Inoltre, ha spiegato che nonostante l’ambasciata avesse contattato la famiglia del cittadino libico, per tentare, in accordo con la Sharia, di ottenere il perdono o il pagamento di un risarcimento per sospendere la condanna, la famiglia non ha voluto accettare. Il ministro degli esteri ha detto che il Presidente Kufuor era riuscito in due occasioni ad ottenere il rinvio delle esecuzioni, rimandandole per cinque anni. In questo periodo, i funzionari dell’ambasciata del Ghana in Libia avevano ricontattato i familiari della vittima libica cercando inutilmente di far loro cambiar idea circa le esecuzioni. Osei-Adjei ha detto pure che a giugno 2007, il Presidente Kufuor, in visita in Libia, aveva sollevato la questione dei ghanesi con il leader libico Gheddafi, il quale aveva promesso di approfondire la questione. Ha aggiunto che quando era stata informata, il 20 gennaio 2008, che Charles Ansah e Asare Bediako sarebbero stati giustiziati il 22 gennaio, l’ambasciata ghanese aveva compiuto un ulteriore passo presso le autorità libiche chiedendo ancora la sospensione dell’esecuzione al fine di permettere all’ambasciata di consultarsi con il governo ghanese. Ma la Libia ha giustiziato gli uomini senza rispondere alle richieste dell’ambasciata. Nel caso di Samuel Ayi Ayitey, condannato insieme al cittadino del Gambia per l’omicidio di un senegalese, il ministro ha detto che l’ambasciata ghanese in Libia si era rivolta all’ambasciata senegalese in Libia per chiedere la grazia alla famiglia delle vittima. Nonostante l’ambasciata del Senegal non fosse in grado di rintracciare la famiglia del senegalese ucciso, si era assunta la responsabilità di garantire il perdono al condannato. La decisione era stata comunicata alle autorità libiche che l’hanno ignorata, procedendo alle esecuzioni avvenute il 16 febbraio. Tra i giustiziati c’era anche Kojo Blankson, il terzo cittadino ghanese coinvolto nell’altro caso, quello dell’uccisione del cittadino libico.
— FONTI
- (Fonti: Daily Graphic, 22/02/2008)
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