Abolita ad aprile 1993, la pena di morte è stata reintrodotta ad agosto 1995
Abolita ad aprile 1993, la pena di morte è stata reintrodotta ad agosto 1995 dal Consiglio di Governo Provvisorio delle Forze Armate che avevano preso il potere con un colpo di stato l’anno prima.
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Abolita ad aprile 1993, la pena di morte è stata reintrodotta ad agosto 1995 dal Consiglio di Governo Provvisorio delle Forze Armate che avevano preso il potere con un colpo di stato l’anno prima.
Un governo costituzionale è stato ripristinato nel 1996, quando l’autore del colpo di stato, Yahya Jammeh, si è presentato e ha vinto le elezioni presidenziali.
La nuova Costituzione adottata nel 1996 mantiene la pena di morte. L’articolo 18 (1) prevede la protezione del diritto alla vita in questi termini: “Nessun individuo sarà privato della vita intenzionalmente a eccezione dell’esecuzione di una sentenza di morte decretata da una corte con competenza giuridica per un crimine per il quale la sanzione prevista sia la morte in base alle leggi del Gambia secondo quanto previsto dal comma 2 e a seguito di regolare condanna”. L’articolo 18 (2) stabilisce: “Dall’entrata in vigore di questa costituzione, nessun tribunale in Gambia potrà imporre una condanna a morte per qualsiasi reato senza che la sentenza sia prevista dalla legge e il reato comporti violenza o la somministrazione di una sostanza tossica che comporti la morte di un’altra persona.”
I condannati a morte possono ricorrere alla Corte d’Appello e poi alla Corte Suprema. Come ultima chance, il condannato può chiedere la grazia al Presidente.
C’è stata una sola esecuzione nel Gambia dall’indipendenza nel 1965 dal Regno Unito: Mustapha Danso, condannato nel dicembre 1980 per l’assassinio di un vice comandante in capo, è stato giustiziato il 30 settembre 1981.
Un governo costituzionale è stato ripristinato nel 1996, quando l’autore del colpo di stato, Yahya Jammeh, si è presentato e ha vinto le elezioni presidenziali.
La nuova Costituzione adottata nel 1996 mantiene la pena di morte. L’articolo 18 (1) prevede la protezione del diritto alla vita in questi termini: “Nessun individuo sarà privato della vita intenzionalmente a eccezione dell’esecuzione di una sentenza di morte decretata da una corte con competenza giuridica per un crimine per il quale la sanzione prevista sia la morte in base alle leggi del Gambia secondo quanto previsto dal comma 2 e a seguito di regolare condanna”. L’articolo 18 (2) stabilisce: “Dall’entrata in vigore di questa costituzione, nessun tribunale in Gambia potrà imporre una condanna a morte per qualsiasi reato senza che la sentenza sia prevista dalla legge e il reato comporti violenza o la somministrazione di una sostanza tossica che comporti la morte di un’altra persona.”
I condannati a morte possono ricorrere alla Corte d’Appello e poi alla Corte Suprema. Come ultima chance, il condannato può chiedere la grazia al Presidente.
C’è stata una sola esecuzione nel Gambia dall’indipendenza nel 1965 dal Regno Unito: Mustapha Danso, condannato nel dicembre 1980 per l’assassinio di un vice comandante in capo, è stato giustiziato il 30 settembre 1981.
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