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a Washington la Corte Suprema degli Stati Uniti ha iniziato la discussione del caso Baze v. Rees...

a Washington la Corte Suprema degli Stati Uniti ha iniziato la discussione del caso Baze v. Rees...

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a Washington la Corte Suprema degli Stati Uniti ha iniziato la discussione del caso Baze v. Rees, il caso proveniente dal Kentucky che verte sulla costituzionalità dell’iniezione letale. Al termine della prima udienza la Corte sembra nettamente divisa. Il giudice Antonin Scalia, a nome di alcuni altri giudici conservatori, si è detto favorevole a confermare la validità del protocollo dell’iniezione letale del Kentucky, e lasciare che le esecuzioni riprendano, visto che da settembre sono state tutte sospese. Pur riconoscendo che in alcune occasioni ci sono stati alcuni incidenti durante le esecuzioni, Scalia ha detto che nella Costituzione non c’è nessuna pretesa che le punizioni, compresa quindi la pena di morte, siano assolutamente prive di dolore. Gli stati fanno di tutto per limitare i rischi di incidente, e il fatto che occasionalmente degli incidenti occorrano non contrasta con la costituzione. Di diverso parere il giudice John Paul Stevens, che invece si è detto “terribilmente preoccupato” del fatto che forse, come sembra dimostrato da alcune relazioni tecniche, il secondo farmaco possa essere doloroso. Entrambe gli schieramenti si sono detti preoccupati per le molte implicazioni di questo caso, che nasce da un numero infinito di ricorsi, ma che potrebbe generare un numero altrettanto alto di ulteriori e sempre rinnovati ricorsi. Il giudice David Souter ha consigliato ai colleghi di prendere tutto il tempo necessario per approfondire la questione, compresa l’eventualità di affidare a una corte di grado inferiore (in questo caso toccherebbe alla Corte d’Appello del Kentucky) una discussione approfondita su tutti i dettagli tecnici del protocollo dell’iniezione letale. Una tale decisione porterebbe a un notevole prolungamento della moratoria de facto attualmente in vigore negli Usa da settembre. Con Souter si è detto d’accordo il giudice Stephen Breyer, che ha ribadito l’esistenza di punti chiave ancora senza risposta. Parere contrario a rimandare il caso in Kentucky per un approfondimento hanno espresso i rappresentanti dello stato del Kentucky (secondo i quali il protocollo è già ottimale), i rappresentanti dell’Amministrazione Bush, e i rappresentanti delle vittime.
L’avvocato Donald Verrilli, che difende i due detenuti del Kentucky Ralph Baze e Thomas C. Bowling assieme all’avvocato David Barron, ha contestato in pieno il protocollo basato sui tre farmaci, ricordando che in Kentucky se un veterinario usasse lo stesso sistema per eutanasizzare un animale sarebbe deferito all’ordine. Per gli animali in Kentucky è stato autorizzato un protocollo che prevede una dose massiccia di un solo farmaco, un barbiturico, e secondo l’avvocato Verrilli un sistema simile potrebbe essere adottato anche per le esecuzioni.
Las trascrizione della prima udienza è su: http://media.kentucky.com/smedia/2008/01/07/15/baze_scotus010708.source.prod_affiliate.79.pdf
Il caso è: Baze v. Rees, 07-5439.
FONTI
  • (Fonti: McClatchy-Tribune, Associated Press, 07/01/2008)