A Parigi sei donne irachene che affermano di essere...
A Parigi sei donne irachene che affermano di essere state, da sole o con le loro famiglie, oppresse dalla dittatura di Saddam Hussein hanno chiesto che il leader iracheno venga incriminato per crimini di guerra, ed hanno detto che un cambio di regime è
2 MIN DI LETTURA
A Parigi sei donne irachene che affermano di essere state, da sole o con le loro famiglie, oppresse dalla dittatura di Saddam Hussein hanno chiesto che il leader iracheno venga incriminato per crimini di guerra, ed hanno detto che un cambio di regime è l'unica via di salvezza per la loro disperata nazione.
Hanno detto di sperare che Saddam Hussein venga deposto senza una guerra.
"Il popolo iracheno vive da 30 anni in uno stato di guerra", ha detto Nazand Beghakani, una fondatrice del Network di Studi Internazionali delle Donne Kurde.
"Chiedo alla comunità internazionale di fermare questa guerra che è stata imposta al popolo iracheno."
In rappresentanza di alcune differenti comunità etniche del paese, le donne hanno parlato in conferenza stampa delle morti e sparizioni dei loro parenti, delle decapitazioni di donne innocenti, e della vita condotta sotto una costante minaccia.
Hanno chiesto aiuto alla comunità internazionale per fermare la pulizia etnica e l'oppressione delle minoranze in Iraq, per indagare sulla scomparsa di migliaia di iracheni e per spedire Hussain davanti ad un tribunale internazionale per crimini di guerra.
Aida Ussayran, membro dell'Unione dei Democratici Iracheni, è fuggita dal suo paese natale 25 anni fa dopo essere stata in carcere tre anni per attività in favore della democrazia e dopo l'esecuzione di suo figlio.
"La mia storia non è diversa da quella di qualunque altro militante politico che viva sotto un regime brutale", ha detto.
"Il regime è spietato nella sua caccia a uomini, donne e bambini innocenti".
Le donne hanno anche denunciato le sistematiche decapitazioni di donne innocenti appartenenti a famiglie sospettate di opporsi al regime di Saddam Hussein.
Ussayran ha detto che 16 donne sono state decapitate davanti ai loro bambini tre mesi fa.Nel nord del paese, i cristiani assiri hanno subito oppressioni culturali e in migliaia sono stati costretti a lasciare il paese, ha detto Pascale Isho, membro dell'Unione delle Donne Assire.
Hanno detto di sperare che Saddam Hussein venga deposto senza una guerra.
"Il popolo iracheno vive da 30 anni in uno stato di guerra", ha detto Nazand Beghakani, una fondatrice del Network di Studi Internazionali delle Donne Kurde.
"Chiedo alla comunità internazionale di fermare questa guerra che è stata imposta al popolo iracheno."
In rappresentanza di alcune differenti comunità etniche del paese, le donne hanno parlato in conferenza stampa delle morti e sparizioni dei loro parenti, delle decapitazioni di donne innocenti, e della vita condotta sotto una costante minaccia.
Hanno chiesto aiuto alla comunità internazionale per fermare la pulizia etnica e l'oppressione delle minoranze in Iraq, per indagare sulla scomparsa di migliaia di iracheni e per spedire Hussain davanti ad un tribunale internazionale per crimini di guerra.
Aida Ussayran, membro dell'Unione dei Democratici Iracheni, è fuggita dal suo paese natale 25 anni fa dopo essere stata in carcere tre anni per attività in favore della democrazia e dopo l'esecuzione di suo figlio.
"La mia storia non è diversa da quella di qualunque altro militante politico che viva sotto un regime brutale", ha detto.
"Il regime è spietato nella sua caccia a uomini, donne e bambini innocenti".
Le donne hanno anche denunciato le sistematiche decapitazioni di donne innocenti appartenenti a famiglie sospettate di opporsi al regime di Saddam Hussein.
Ussayran ha detto che 16 donne sono state decapitate davanti ai loro bambini tre mesi fa.Nel nord del paese, i cristiani assiri hanno subito oppressioni culturali e in migliaia sono stati costretti a lasciare il paese, ha detto Pascale Isho, membro dell'Unione delle Donne Assire.
— FONTI
- (Fonti: The Australian, 23/01/2003)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE28 LUGLIO 2026
MYANMAR: LA LEGGE CONTRO LE TRUFFE ONLINE PREVEDE LA PENA CAPITALE

PENA DI MORTE27 LUGLIO 2026
KENYA: DUE CONDANNATI A MORTE PER RAPINA AGGRAVATA

PENA DI MORTE27 LUGLIO 2026
ARABIA SAUDITA: CINQUE ETIOPI GIUSTIZIATI PER TRAFFICO DI DROGA

PENA DI MORTE23 LUGLIO 2026
INDIA: CONDANNATO A MORTE PER LO STUPRO E OMICIDIO DI UN BAMBINO DI 7 ANNI

PENA DI MORTE21 LUGLIO 2026
COREA DEL NORD: UFFICIALE GIUSTIZIATO PER IL FURTO DI RISERVE DI GRANO

PENA DI MORTE21 LUGLIO 2026
