A Lai Chanxing, presunto capo di una vasta rete cinese...
A Lai Chanxing, presunto capo di una vasta rete cinese di contrabbando, che ha detto che rischia la pena di morte se verrà espulso in Cina, è stato negato l'asilo in Canada
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A Lai Chanxing, presunto capo di una vasta rete cinese di contrabbando, che ha detto che rischia la pena di morte se verr� espulso in Cina, � stato negato l'asilo in Canada. A Chanxing, un uomo d'affari ricercato a Pechino per accuse non specificate, era stato negato lo status di rifugiato dall'Ufficio Immigrazione canadese nel 2002. "E' in Canada per chiedere protezione", ha detto il suo avvocato David Matas ai giornalisti a Vancouver, in una conferenza stampa. "Ha paura di essere torturato e ucciso", ha detto Matas. Lai era scappato in Canada con sua moglie e i suoi tre bambini nel 1999, dopo che la Cina aveva lanciato una campagna contro la corruzione e il contrabbando. La Cina sostiene che Lai era a capo di una rete di contrabbando con un giro di affari di 4 miliardi di dollari, che operava nella provincia del Fujian. Lai ha presentato appello contro la decisione dell'ufficio immigrazione canadese, ma nel febbraio 2004 una corte federale ha rifiutato di annullare la decisione dell'ufficio. Ma la corte ha aperto le porte a un altro appello, dichiarandosi d'accordo su due questioni importanti nel caso, la prima riguardante il fatto che la Cina non ha notificato a Lai nessuna specifica accusa e la seconda riguardante la tortura e la legittimit� delle prove fornite all'ufficio immigrazione. "Vi sono indicazioni del fatto che ... le prove sono state ottenute con la tortura", ha detto Matas. I membri e i giudici dell'ufficio immigrazione canadese hanno avuto prove del fatto che diversi dei complici di Lai in Cina, tra cui suo fratello e il contabile, siano stati giustiziati o siano morti in campi di lavoro. Come gran parte dei paesi sviluppati, il Canada non ha la pena di morte e la legge canadese proibisce l'estradizione di persone che rischiano la pena di morte. La Cina ha inviato al Canada una insolita nota diplomatica in cui promette che se Lai verr� giudicato colpevole non verr� giustiziato. Tuttavia, Matas sostiene che non bisogna credere a questa promessa, perch� la Cina non ha mantenuto promesse simili con altri Paesi.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 09/04/2004)
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