Zamil, un cittadino saudita di 55 anni...
Zamil, un cittadino saudita di 55 anni, ha fatto del suo hobby, la caccia, una vera e propria professione, diventando un boia.
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Zamil, un cittadino saudita di 55 anni, ha fatto del suo hobby, la caccia, una vera e propria professione, diventando un boia. Zamil, che ha la licenza elementare, ha detto che, prima di giustiziare il suo primo condannato, si è recato a Riyadh per esercitarsi con l’uso della spada ed ha assistito alla decapitazione di tre criminali. Però, poiché non aveva mai toccato una spada in vita sua, si è rifiutato di usarla ed è così diventato l’unico uomo del plotone di esecuzione di Bisha. Zamil ha dichiarato: “sparo al cuore della vittima, dalle sue spalle, in modo che muoia in fretta, senza prolungare le sue sofferenze. Ho giustiziato due donne: una cameriera indonesiana, che aveva ucciso il suo datore di lavoro, e una casalinga saudita, che aveva ucciso suo marito”. Lo Sheikh Muhammad Al-Nujaimi, uno studioso, ha detto: “la Sharia non prevede l’uso della pistola al posto della tradizionale spada. Ad ogni modo, la sedia elettrica e l’impiccagione vanno decisamente contro i principi della Sharia perché potrebbero prolungare l’agonia del condannato”. Essere un boia è un lavoro part-time nel regno saudita. Zamil sostiene di guadagnare 4.000 rial sauditi per ogni criminale giustiziato e ha precisato “inizialmente erano 3.000, però poi il Ministero dell’Interno ha alzato la retribuzione a 4.000”. Per diventare un boia non bisogna avere requisiti particolare oltre a quello di saper usare o un fucile o una spada.
Dopo essere arrivati sul luogo dell’esecuzione: “ Aspettiamo fino a che i capi di accusa e il verdetto che condanna l’imputato a morte non sono stati letti. Poi lasciamo trascorrere un po’di tempo, in modo da dare la possibilità al condannato di essere perdonato. Qualora il perdono non arrivi, i funzionari mi danno il segnale per procedere con l’esecuzione”. Zamil ha poi aggiunto che una volta ha aspettato per tre ore perché gli spettatori hanno implorato i familiari della vittima di perdonare il condannato. E’ normale che i boia aspettino per una commutazione dell’ultimo minuto. In questo caso, nonostante l’attesa prolungata, non c’è stata alcuna commutazione e l’esecuzione ha avuto luogo.
Dopo essere arrivati sul luogo dell’esecuzione: “ Aspettiamo fino a che i capi di accusa e il verdetto che condanna l’imputato a morte non sono stati letti. Poi lasciamo trascorrere un po’di tempo, in modo da dare la possibilità al condannato di essere perdonato. Qualora il perdono non arrivi, i funzionari mi danno il segnale per procedere con l’esecuzione”. Zamil ha poi aggiunto che una volta ha aspettato per tre ore perché gli spettatori hanno implorato i familiari della vittima di perdonare il condannato. E’ normale che i boia aspettino per una commutazione dell’ultimo minuto. In questo caso, nonostante l’attesa prolungata, non c’è stata alcuna commutazione e l’esecuzione ha avuto luogo.
— FONTI
- (Fonti: Arab News, 05/01/2009)
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