"We want Sharia, the best of all the laws", c'è scritto...
"We want Sharia, the best of all the laws", c'è scritto con la tinta marrone sul muro di cinta del palazzo del governo dove è previsto l'incontro con le autorità
3 MIN DI LETTURA
"We want Sharia, the best of all the laws", c'è scritto con la tinta marrone sul muro di cinta del palazzo del governo dove è previsto l'incontro con le autorità. Loro vogliono la Sharia, la migliore di tutte le leggi esistenti, noi vogliamo sapere come mai nella Nigeria laica e nuovamente parte del Commonwealth britannico da dove era stata espulsa nel '95 dopo l'esecuzione dello scrittore ambientalista Ken Saro-Wiwa e di altri cinque membri della minoranza Ogoni, nel paese del Presidente cristiano Obasanjo e della elezione finale di Miss Mondo, uno stato federato decida di punto in bianco un ritorno così brusco alla tradizione. "Abbiamo introdotto la Sharia solo ora perché solo ora [dopo l'elezione del Presidente Obasanjo, NdR] c'è la democrazia in Nigeria. Il dittatore Sani Abacha, i capi militari che lo hanno preceduto e gli inglesi colonizzatori ce lo hanno sempre impedito," è stata la risposta del segretario Generale del Governo del Katsina, Isa Mohammed. "Abbiamo riconquistato finalmente la nostra libertà di religione," gli fa eco il Ministro della Giustizia, Ibrahim S. Shema, il quale rivendica anche la legittimità della scelta di praticare la Sharia "come ce lo consentiva la costituzione prima della colonizzazione inglese". Ma nel Katsina e in nessuno dei dodici stati a maggioranza islamica della Nigeria, la Sharia è stata finora applicata. Nessuna lapidazione, nessun taglio delle mani, solo le frustate che erano previste anche sotto il dominio coloniale inglese, e sono rimaste. "E' perché il nostro è uno stato di diritto dove vige la regola del giusto processo e sono garantiti molti gradi di giudizio." Ma come è possibile negli anni 2000 considerare l'adulterio un reato e per questo addirittura lapidare la gente? "Il puritanesimo portato dagli inglesi aveva limitato il fenomeno o, comunque, lo aveva reso un fatto da tenere nascosto. Ora, con la democrazia e l'introduzione della Sharia l'adulterio può essere regolamentato e denunciato." Così il Ministro della Giustizia, ma il Segretario Generale ha voluto aggiungere seppure cautamente - "non voglio rischiare la blasfemia" - che "la Sharia è una legge eterna ma la sua interpretazione è soggetta a evoluzione." Entrambi denunciano l'eccessiva enfatizzazione dei media sui casi di pena di morte in Nigeria e avvertono: "L'approccio mondiale della tolleranza zero nei confronti della Sharia rischia di complicare le cose e radicalizzare l'Islam." Alla fine, il ministro della giustizia tira fuori l'argomento decisivo: "Amina, nonostante la condanna a morte, non si trova in nessuna prigione, è libera di muoversi e dopo la condanna in appello in Katsina ha diritto a ricorrere alla corte di appello federale e, semmai, a quella suprema nigeriana. Inoltre, anche se venisse riconosciuta colpevole nel giudizio finale, la donna può chiedere le sia risparmiata la vita in base alla legge islamica e non essere arrestata per l'esecuzione della sentenza." Mentre tutto il mondo trepida per Amina e la Nigeria appare al mondo come un paese dove si rischia di finire lapidati e il suo Presidente come uno dei tanti capi militari che hanno sempre governato il paese, nel cuore del problema, nello stato del Katsina, scopriamo che la Sharia è un fatto democratico e che Amina non rischia nulla a cui lei non accetti di essere sottoposta. Insomma, siamo (ancora) alla fase di studio, agitazione e propaganda. Non è ancora giunto il tempo delle pietre e forse non arriverà mai... se non quando, lapidando una donna povera e analfabeta, qualche governatore del nord non avrà in realtà voluto "lapidare" il Presidente. Si tratta di "Sharia politica", aveva detto Obasanjo un anno fa dopo la condanna a morte di Safiya Hussaini, ed è destinata ad esaurirsi con il tempo.
— FONTI
- (Fonte: Hands off Cain 18/10/2002)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE11 SETTEMBRE 2026
Nessuno tocchi Caino, continueremo le battaglie di Emma Bonino. 'Fondò l'associazione nel 1993 insieme a Marco Pannella'

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
Oman: nuova legge prevede pena di morte per il traffico di droga

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
USA - Florida. Daniel Conahan, 72 anni, bianco, è stato giustiziato il 10 settembre

PENA DI MORTE9 SETTEMBRE 2026
Pakistan: assolto in appello prigioniero nel braccio della morte

PENA DI MORTE9 SETTEMBRE 2026
IRAN - 3 uomini giustiziati a Isfahan il 9 settembre

PENA DI MORTE8 SETTEMBRE 2026
