VIETNAM: NIGERIANO CONDANNATO PER TRAFFICO DROGA
un cittadino nigeriano è stato condannato a morte per traffico di droga a Città Ho Chi Minh, in
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un cittadino nigeriano è stato condannato a morte per traffico di droga a Città Ho Chi Minh, in Vietnam, riporta una fonte statale.
Michael Ikenna Nduanya, 34 anni, e sua moglie Nguyen Thi Hai Anh, vietnamita di 27 anni, erano stati fermati per “trasporto illegale di droghe”, scrive il giornale Cong An, aggiungendo che si tratta del primo straniero condannato a morte in Vietnam quest’anno.
Nduanya era accusato di far parte di un’organizzazione dedita al trasporto di eroina dall’India alla Cina, attraverso Cambogia e Vietnam.
Nel dicembre 2009 sua moglie Anh è stata fermata con 1 kg di eroina nella borsa, su un bus che da Città Ho Chi Minh era diretto ad Hanoi.
La coppia avrebbe ammesso di aver trafficato la droga quattro volte, per 1.000 dollari ogni volta.
Anh, che a gennaio ha dato alla luce un figlio nel corso della detenzione in attesa di processo, è stata condannata all’ergastolo.
In base alla legge vietnamita, la pena di morte non può essere applicata ad una donna incinta o con figli minori di tre anni all’epoca del crimine o del processo.
Michael Ikenna Nduanya, 34 anni, e sua moglie Nguyen Thi Hai Anh, vietnamita di 27 anni, erano stati fermati per “trasporto illegale di droghe”, scrive il giornale Cong An, aggiungendo che si tratta del primo straniero condannato a morte in Vietnam quest’anno.
Nduanya era accusato di far parte di un’organizzazione dedita al trasporto di eroina dall’India alla Cina, attraverso Cambogia e Vietnam.
Nel dicembre 2009 sua moglie Anh è stata fermata con 1 kg di eroina nella borsa, su un bus che da Città Ho Chi Minh era diretto ad Hanoi.
La coppia avrebbe ammesso di aver trafficato la droga quattro volte, per 1.000 dollari ogni volta.
Anh, che a gennaio ha dato alla luce un figlio nel corso della detenzione in attesa di processo, è stata condannata all’ergastolo.
In base alla legge vietnamita, la pena di morte non può essere applicata ad una donna incinta o con figli minori di tre anni all’epoca del crimine o del processo.
— FONTI
- (Fonti: DPA, 23/03/2011)
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